novembre 01

Turchia al voto: tra timori di brogli e violenze

Ansa

Urne aperte da stamane alle 6 in Turchia, che torna al voto a meno di cinque mesi dalle ultime elezioni.

Timori di violenze e allarmi per il rischio di brogli caratterizzano la consultazione. A presidiare i seggi ci sono 385 mila agenti. In lizza 16 partiti, con una soglia di sbarramento record al 10%. 

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Un voto ad alta tensione dopo che a giugno l’Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan ha perso per la prima volta dal 2002 la maggioranza per governare da solo. A presidiare i seggi, come detto, ci saranno 385 mila agenti, di cui 255 mila poliziotti e 130 mila gendarmi aggiunti per rafforzare le misure di sicurezza. Uno schieramento imponente che però non basta a fugare i timori di violenze e irregolarità specie nel sud-est a maggioranza curda, che arriva al voto quasi in stato d’assedio. Nonostante il cessate il fuoco unilaterale dichiarato dal Pkk 20 giorni fa, gli scontri con l’esercito di Ankara, che da luglio hanno provocato centinaia di morti, sono proseguiti.

Ma è tutto il Paese a votare in un clima di grande tensione dopo la strage del 10 ottobre ad Ankara. A monitorare le urne ci saranno i parlamentari osservatori dell’Osce e quelli dell’Assemblea del Consiglio d’Europa, ma la loro presenza nei seggi più caldi sarebbe stata scoraggiata dal governo di Ankara.