novembre 01

All Blacks campioni del mondo, la Nuova Zelanda cala il tris

Adnkronos 

Gli All Blacks restano sul tetto del mondo. La Nuova Zelanda batte l’Australia per 34-17 nella finale della World Cup di rugby e conquista il trofeo per la terza volta, la seconda consecutiva. Davanti agli 80.000 spettatori di Twickenham, i tutti neri trionfano al termine di una sfida a due facce: dominata nel primo tempo, tiratissima nel secondo. Il tentativo di rimonta dell’Australia evapora quando Dan Carter, signore assoluto del match, decide che è ora di archiviare la pratica.

Il verdetto arriva alla fine di una finale che la Nuova Zelanda comincia ad un ritmo infernale costringendo i wallabies a difendere all’interno dei propri 22 metri. La pressione produce i primi punti all’8’, quando Carter centra i pali dalla piazzola: 3-0. L’inizio del match è tutto nero, ma l’Australia ha il merito di resistere e di sfruttare la prima sortita nella metà campo avversaria. Piazzato e Foley non sbaglia: 3-3 al 14’. Il copione non cambia, gli All Blacks gestiscono il possesso dell’ovale ma non sono impeccabili quando bisogna affondare il colpo e l’equilibrio resiste.

L’Australia gioca costantemente in trincea fallendo numerosi placcaggi e non sorprende che conceda altre chance al sinistro di Carter.

Mira perfetta al 27’ e al 35’, 9-3 per i detentori del titolo. I canguri restano a guardare e la Nuova Zelanda, prima dell’intervallo, sfonda. Milner-Skudder capitalizza al 38’ coronando una splendida azione corale: meta, Carter ovviamente non sbaglia la trasformazione e il 16-3 a metà gara riassume il monologo dei campioni. Chi si aspetta la riscossa australiana in avvio di ripresa resta a dir poco deluso. Pronti, via e i tutti neri spaccano definitivamente in due il match. Nonu affonda tra le maglie della difesa avversaria e va a schiacciare dopo una volata di 30 metri: Carter sbaglia il primo calcio della giornata, ma il 21-3 al 44’ sembra già una sentenza. Senza più nulla da perdere, i wallabies cercano finalmente di giocare a viso aperto e raccolgono immediatamente i frutti.

Gli All Blacks rimangono in inferiorità numerica temporanea per il cartellino giallo sventolato a Ben Smith e l’Australia ringrazia subito: Pocock firma la meta che, con i 2 punti aggiuntivi di Floey, vale il 21-10 al 53’. Con un uomo in meno, è la Nuova Zelanda a stringere i denti nella fase decisiva della sfida. Il muro regge fino al 63’, quando Kuridrani è il più rapido a piombare sul calcio ispiratore di Foley e a timbrare la meta che riapre completamente i giochi: 21-17. Gli All Blacks vacillano ma possono calare il jolly nel momento più difficile. Carter, sempre lui, inventa un drop nel traffico per riaprire il gap al 69’: 24-17. Ovviamente non può essere che il numero 10 a far calare il sipario: 27-17 al 75’. Prima dei titoli di coda c’è spazio anche per la meta di Barrett, che arrotonda lo score con il 34-17 finale.