La nuova mappa dei Paesi a rischio. Il Viminale teme l’effetto emulazione

  
da Corriere

ROMA – Il segnale di allarme per i servizi di intelligence occidentali era arrivato tre giorni fa con un messaggio trasmesso via Internet dal portavoce dell’Isis Abu Mohammed al-Adnani. L’avvertimento era fin troppo chiaro: «Il gesto migliore per avvicinarvi a Dio è la jihad, quindi sbrigatevi a farlo durante questo mese e siate pronti al martirio». Gli attacchi in Tunisia, in Francia e in Kuwait certamente erano già stati pianificati, ma adesso è questa esortazione così esplicita a far temere che non sia finita, che altri attentati possano essere già stati progettati. Ma anche che si possa scatenare l’emulazione, come del resto è già accaduto nel recente passato. E allora l’Italia potenzia ulteriormente la sorveglianza – già al livello massimo dopo la strage di Parigi nella redazione di «Charlie Hebdo» e al mercato Kosher – impiegando l’esercito per nuovi possibili obiettivi. Soprattutto aggiorna la lista delle mete turistiche ritenute particolarmente a rischio.