Fca, Mediobanca si aspetta un merger con un big dell’auto non prima del 2016
Francesca Gerosa per Milano Finanza
Il titolo Fiat Chrysler non si fa tentare dalle indiscrezioni di stampa circa un’accelerazione dei colloqui con General Motors per un’eventuale fusione né dalle dichiarazioni di Alfredo Altavilla che ha suggerito buone vendite di auto a marzo. L’azione al momento viaggia in calo, in linea con il mercato, dello 0,59% a quota 15,09 euro.
In realtà gli analisti di Mediobanca Securities credono che un merger tra Fca e un player importante come General Motors, Volkswagen e Ford, sia la “fine del gioco” della strategia dell’ad, Sergio Marchionne. “Ci potremmo aspettare un tale accordo non prima del 2016, dopo lo spin-off della Ferrari, il rilancio dell’Alfa Romeo e l’utile depresso di quest’anno dell’azienda (è stimato a 1,334 miliardi di euro, dai 214 milioni del 2014, per poi accelerare a 2,161 miliardi nel 2016, ndr)”.
“Ma i colloqui con il potenziale partner possono modificare questo schema”, avvertono gli analisti di Mediobanca che vedrebbero una fusione con un player importante come un segnale positivo per Fca perché permetterebbe al gruppo di sanare alcuni dei suoi punti deboli, ovvero la modesta presenza in Cina e i volumi limitati in Europa. Non mancherebbero però alcuni svantaggi: “di solito queste mega-fusioni creano eccessive complicazioni e inefficienze ma, nelle mani di Marchionne, questo è un problema minore”.
Nel frattempo il Coo della regione Emea di Fca , Altavilla, ha previsto che probabilmente le immatricolazioni aumenteranno a marzo in Italia e in Europa, grazie alla domanda di auto da affittare. “Noi ci aspettiamo che il prezzo delle azioni sia sostenuto dalle immatricolazioni di auto in Europa e Italia, ma anche negli Stati Uniti a seguito di un più debole mese di febbraio a causa del clima”, aggiungono gli esperti di Mediobanca , confermando il rating outperform e il target price a 16,40 euro sull’azione Fca .