Bce rialza stime crescita, l’Italia deve fare altre riforme
Agi economia
“L’Italia necessita di ulteriori riforme strutturali per accrescere il prodotto potenziale”. E’ quanto si legge nell’ultimo bollettino economico della Bce.
“Esistono diversi studi – prosegue la Bce – riguardanti il possibile impatto delle riforme strutturali. In caso di riforme significative nel mercato del lavoro e in quello dei beni e servizi che allineerebbero l’Italia con le migliori prassi, il Pil potrebbe crescere di oltre il 10 per cento nel lungo periodo”.
Secondo l’Eurotower “un’attuazione concomitante delle riforme in entrambi i mercati potrebbe determinare un incremento del prodotto ancora maggiore”.
Gli esperti della Bce hanno rialzato le stime di crescita dell’Eurozona per quest’anno e per il prossimo di “riflesso agli effetti favorevoli del calo delle quotazioni petrolifere, dell’indebolimento del tasso di cambio dell’euro e all’impatto delle recenti misure di politica monetaria”. Nel bollettino gli analisti hanno rialzato la crescita del Pil nel 2015, portandola all’1,5% in termini reali e a all’1,9% per il 2016.
Per il 2017 prevedono un Pil dell’Eurozona a +2,1%. I rischi per le prospettive economiche restano “orientati al ribasso anche se si sono ridotti dopo le decisioni del Consiglio direttivo e per la caduta dei corsi petroliferi”.
La ripresa economica “dovrebbe rafforzarsi e ampliarsi gradualmente” ma ci sono ancora “vari fattori continuano a ostacolare una ripresa piu’ robusta dell’attivita’”, prevede la Bce. “L’attivita’ economica dovrebbe accelerare grazie al recente miglioramento del clima di fiducia delle imprese e dei consumatori, al netto calo dei corsi petroliferi, all’indebolimento del tasso di cambio effettivo dell’euro nonche’ all’effetto delle recenti misure di politica monetaria della Bce. L’orientamento accomodante della politica monetaria, sostanzialmente rafforzato dal Paa, dovrebbe sorreggere la crescita del Pil in termini reali sia a breve termine sia su un orizzonte temporale piu’ lungo. Si prevede inoltre che l’economia reale tragga gradualmente beneficio dai progressi compiuti in materia di riforme strutturali e risanamento dei conti pubblici e che le esportazioni siano sorrette dai guadagni di competitivita’ di prezzo e dalla ripresa mondiale.
Al tempo stesso, – precisa l’Eurotower – vari fattori continuano a ostacolare una ripresa piu’ robusta dell’attivita’. Tra questi figurano principalmente il processo di aggiustamento dei bilanci in corso in diversi settori e il ritmo piuttosto lento di attuazione delle riforme strutturali.
Inoltre, l’incertezza perdurante, ancorche’ in diminuzione, connessa alla crisi del debito sovrano a livello europeo e fattori geopolitici frenano la crescita nell’area dell’euro”. L’inflazione “sulla base delle informazioni correnti” restera’ su “livelli molto bassi o negativi nei prossimi mesi, mentre “dovrebbe aumentare gradualmente nel corso dell’anno”.