In Cina dimezzate le vendite di case. Nuovo intervento Pboc?


Elena Dal Maso per MF

Nonostante lo yen in risalita e i dati poco rassicuranti dal settore industriale, Tokyo oggi ha chiuso sopra la parità. In rosso, invece, i listini cinesi, dopo che il Paese ha infilato una serie dietro l’altra di dati negativi. Quello più sconcertante: le vendite di case sono dimezzate nel bimestre gennaio-febbraio 2015 rispetto al solo mese di dicembre. Adesso gli economisti si attendono un altro intervento della Pboc.

Alle ore 8 italiane l’Hang Seng era negativo per lo 0,72%, Shanghai per lo 0,09%. Il Nikkei ha chiuso a 18.723,52 punti (+0,3%).

Nelle scorse ore lo yen ha alzato la testa contro il dollaro (unica divisa ad essersi rafforzata fra le maggiori al mondo). Il biglietto verde si è portato a 121,14 dal precedente cambio a 122,04. Gli ordinativi per i macchinari core del Giappone sono scesi a gennaio dell’1,7% rispetto al mese precedente, segno della debolezza del Paese negli investimenti di capitale. Le attese degli economisti, però, erano per un calo ben più consistente, di almeno il 4,1%. Confrontato con il 2014, il dato è positivo per l’1,9%.

Questo indicatore è piuttosto volatile, sottolineano gli esperti: nel maggio del 2014 era crollato del 20% dopo l’aumento dell’Iva dal 5% all’8% che nei mesi successivi ha portato il Giappone alla recessione.  Ed è poi salito dell’8,3% a dicembre 2014.

Anche i dati in arrivo oggi dalla Cina non sono brillanti. La produzione industriale a valore aggiunto (value-added) nel bimestre gennaio-febbraio 2015 è cresciuta del 6,8%  rispetto ad un anno prima, rallentando non poco il passo se confrontata con il dato di dicembre 2014 (+7,9%). E’ il dato più debole dal 2008.

Anche le vendite al dettaglio, una voce che gli economisti tengono sotto stretta osservazione, sono rallentate nel bimestre gennaio-febbraio 2015: +10,7% rispetto a +11,9% del dicembre 2014 (le attese erano per un +11,5%).

Oggi la Cina ha pubblicato anche i dati relativi al settore immobiliare nel primo bimestre dell’anno: le vendite hanno raggiunto 498,3 miliardi di yuan, quasi dimezzate rispetto ai 938,4 miliardi del solo dicembre 2014. Anno su anno le vendite delle abitazioni sono crollate del 16,7% nel primo bimestre.

Adesso gli economisti iniziano scommettere che la Banca centrale cinese taglierà di nuovo il costo del denaro, magari nel secondo trimestre. Tanto più che il settore immobiliare è in piena crisi e che il pil ufficiale previsto dal governo per il 2015 è del 7% contro il 7,4% del 2014. Ma gli esperti stanno già calcolando che la crescita del Paese nel primo trimestre non toccherà neppure il 7%.