Bond, nel mondo 3.600 miliardi di dollari investiti in titoli con tassi sotto zero
Milano Finanza
Nell’ultima settimana oltre 3.600 miliardi di dollari sono stati investiti in titoli di Stato che hanno rendimenti negativi, un quantitativo che rappresenta il 16% dell’indice obboigazionario globale Global bond di Jp Morgan. Gli analisti del broker Usa, nel sottolineare che chi rifiuta questi bond e cerca alternative, va a caccia di rendimento in porti sicuri e in azioni ad alto dividendo.
“I mercati obbligazionari dei principali Paesi europei, la Svizzera, la Danimarca, la Svezia e il Giappone hanno tutti una grande quantità di titoli di Stato con tassi sotto lo zero”, afferma Jp Morgan.
E questa è una delle maggiori sfide che i gestori devono affrontare in questo avvio d’anno. “In teroria i money manager non comprano titoli con rendimenti in rosso, lo fanno soltanto se costretti dal mandato di gestione o dei regolamenti”, sottolinea il report di Jp Morgan.
Gli analisti illustrano le vie d’uscita da questo mondo a tassi zero partendo dai motivi che hanno prodotto questa situazione. I piani di espansione monetaria (Qe) delle banche centrali in risposta alla deflazione sono la causa più vicina.
Ma in realtà dal punto di vista economico pensiamo che i rendimenti obbligazionari siano caduti così in basso “in risposta a una crescita in tutto il mondo dei tassi di risparmio, motivata da un atteggiamento più prudente adottato dagli investitori dopo la crisi, e da bassi investimenti delle aziende guidata in parte dal collasso che si è registrato a livello globale nella crescita della produttività”, afferma Jp Morgan.
Secondo gli analisti del broker Usa “il rendimento nominale che equilibra l’offerta di risparmio a livello globale con la domanda di investimenti in conto capitale è pari a zero, se non addirittura negativo”.
In questa situazione il suggerimento di Jp Morgan è di assumere maggiori rischi in portafoglio perché la caduta del prezzo del petrolio e dei rendimenti dei bond sono fattori positivi per la crescita economica mondiale. “I rischi di deflazione in Europa e in Giappone porteranno a maxi Qe in queste aree”.
Preferenza dunque per le azioni favorendo le borse dell’area euro, Giappone, India, Indonesia e puntando su settori come quello dei beni di consumo discrezionari soprattutto le grandi capitalizzazioni.
Nel mondo del credito le migliori oppurtunità si trovano nel mercato dei bond ad alto rendimento, nei finanziari Usa, nei coprorate bond non finanziari europei. Infine nel fronte valutario il consiglio è ancora quello di favorire il dollaro.