Ricerca medica rivela che i bambini diventano aggressivi con i videogiochi violenti

Da un dossier dell’Ansa

Una nuova ricerca dimostra che i bambini che giocano con i videogames a contenuto violento diventano aggressivi, più ostili e violenti. Gli effetti si accumulano poco a poco e persistono negli anni perché agiscono sui meccanismi cognitivi. Lo dimostra una ricerca condotta dai ricercatori della Iowa State University, ad Ames negli Stati Uniti con quelli del Nationale Insitute of education di Singapore, pubblicata su Jama Pediatrics. Lo studio è imponente perché ha osservato il comportamento di oltre 3.000 bambini di entrambi i sessi e dagli 8 ai 17 anni di età, controllandoli per 3 anni.

Spiega Douglas Gentile del dipartimento di psicologia della Iowa State University, ad Ames, a capo dello studio: “L’aggressività si apprende praticandola col tempo anche attraverso i videogiochi alla pari delle materie scolastiche, come la matematica, e non si dimentica più”. “Gli effetti negativi non fanno differenze di genere. Tutti i bambini che ci giocano ne sono esposti in eguale misura anche se sono i maschi a dimostrare problemi maggiori perché sono anche quelli che ci giocano di più” precisa Craig Anderson direttore del centro antiviolenza alla Iowa university e coautore dell’indagine.

Cristiana De Ranieri psicologia clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù commenta: “Le conclusioni dell’indagine sono condivisibili anche nel nostro Paese dove l’uso di videogames dove i piccoli sparano e uccidono accumulando punti per vincere è sempre più comune, così come sono sempre più frequenti i genitori preoccupati. Raccontano che i loro figli, dopo aver giocato, sono agitati, si arrabbiano e perdono le staffe”.

Sottolinea De Renieri: “L’aspetto inquietante è che questo studio dimostra che non è solo il comportamento del momento a risentirne, ma la formazione del giudizio che i piccoli si fanno sulla violenza, che diventa perfino divertente ed eccitante, seppure ad alta tensione. Cambia l’idea dell’aggressività, diviene permanente nel tempo e potrebbe restare a fare parte del loro repertorio cognitivo. Questo tipo di giochi sviluppa una attitudine cognitiva verso la violenza e più i bambini sono piccoli e più gli effetti sono dannosi”. Conclude la specialista: “I videogames violenti non dovrebbero essere dati ai bambini almeno fino ai 10 anni di età. I genitori dovrebbero essere più autorevoli. Devono anche aiutare i bambini più grandi che ci giocano a riflettere, facendoli ragionare sul modo di interagire fra le persone reali e a vedere il bene e il male, non lasciandoli soli di fronte agli schermi di tv e computer”.