Napolitano, il testo della deposizione: «Attentati della mafia erano ricatto»

Particolare della Pala “Adorazione dei Magi” di Gherardo delle Notti danneggiato nei vili attentati mafiosi del 1993 agli Uffizi a Firenze
La trascrizione della testimonianza al Quirinale di martedì: «Pressione a scopo destabilizzante di tutto il sistema»
Giovanni Bianconi per Corriere della Sera
È stata depositata stamane, alla cancelleria della Corte d’assise di Palermo, la trascrizione della deposizione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al processo sulla presunta trattativa fra lo Stato e la mafia, avvenuta al Quirinale martedì scorso. Nella sua testimonianza, a proposito degli attentati dell’estate 1993 a Roma e Milano, il capo dello Stato ha detto ai giudici: «La valutazione comune alle autorità istituzionali in generale e di governo in particolare, fu che si trattava di nuovi sussulti di una strategia stragista dell’ala più aggressiva della mafia, si parlava allora in modo particolare dei corleonesi, e in realtà quegli attentati, che poi colpirono edifici di particolare valore religioso, artistico e così via, si susseguirono secondo una logica che apparve unica e incalzante, per mettere i pubblici poteri di fronte a degli aut-aut, perché questi aut-aut potessero avere per sbocco una richiesta di alleggerimento delle misure soprattutto di custodia in carcere dei mafiosi o potessero avere per sbocco la destabilizzazione politico – istituzionale del paese e naturalmente era ed è materia opinabile”.
La domanda
Poi il pm Di Matteo chiede: «Quindi lei ha detto che si ipotizzò subito che la matrice unitaria e la riconducibilità ad una sorta di aut-aut, di ricatto della mafia, ho capito bene?». E Napolitano risponde: «Ricatto o addirittura pressione a scopo destabilizzante di tutto il sistema».