PILLOLE DAI MERCATI ESTERI

A cura dell’Ufficio Studi di SACE

BOLIVIA

Evo Morales è stato eletto per un terzo mandato con oltre il 60% delle preferenze. Il secondo candidato si è fermato a solo il 24% dei voti. La rielezione garantisce continuità alla politica economica del paese, caratterizzata da un’elevata spesa sociale e investimenti nel settore energetico, che ha consentito un tasso di crescita medio del 5% negli anni recenti. Le politiche di redistribuzione del reddito hanno inoltre migliorato gli standard di vita e diminuito i tassi di povertà. Anche il business climate è in lento ma progressivo miglioramento. Resta tuttavia un’eccessiva dipendenza dalle materie prime (gas in particolare) potenzialmente negativa in un contesto di prezzi internazionali in calo.

BULGARIA

Le elezioni hanno decretato la vittoria del partito di centro destra Gerb, da cui proviene il primo ministro uscente Borissov. Il partito ha ottenuto circa il 33% delle preferenze, quota non sufficiente per la formazione di un governo. La necessità di un’alleanza con altre forze politiche potrebbe compromettere la governabilità e rallentare l’adozione di riforme per consolidare la fragile situazione economica del paese. Uno dei principali temi su cui il nuovo esecutivo dovrà pronunciarsi riguarda la posizione della Bulgaria nei confronti della Russia per la crisi in Ucraina e la sospensione dei lavori in territorio bulgaro del gasdotto Southstream.

CINA – RUSSIA

I due paesi hanno siglato circa 40 accordi bilaterali in ambito bancario, energetico e tecnologico. Tali accordi seguono quello dello scorso maggio sulla fornitura di gas russo alla Cina, del valore di USD 400 miliardi. è stato siglato anche un currency-swap da USD 25 miliardi che consentirà alla Russia di alleggerire la dipendenza dal dollaro e alla Cina di accrescere il peso internazionale dello yuan. L’accordo, triennale e eventualmente rinnovabile, consentirà alle imprese russe e cinesi di commerciare direttamente in valuta locale. Per allentare le pressioni valutarie sul rublo, il Ministero delle Finanze russo ha annunciato che metterà all’asta alcuni miliardi di dollari USA, senza però fornire dettagli sui tempi e sull’ammontare di valuta messa a disposizione.

EL SALVADOR

La controversia sul settore minerario con l’australiana Oceana Gold pone a rischio la stabilità finanziaria del paese. La compagnia ha richiesto l’intervento di un arbitrato della Banca Mondiale, domandando un risarcimento di USD 300 milioni, circa il 50% della spesa governativa annuale. Il governo aveva negato alla compagnia la concessione di sfruttamento su un giacimento aureo nel nord del paese nel 2013. La decisione fu motivata dai rischi di inquinamento delle falde acquifere. Oceana Gold ritiene tuttavia la decisione contraria alle regole dell’US-Central America free trade agreement. Il progetto incontra una forte opposizione pubblica ed entrambi i partiti di maggioranza del paese hanno proposto una moratoria sull’attività del sito fin dal 2009.

GRECIA

I progetti del governo greco di anticipare l’uscita dal programma di salvataggio del FMI potrebbero non realizzarsi a causa delle reazioni negative dei mercati alla notizia. Dopo l’emissione di titoli di aprile, che aveva riscontrato un forte apprezzamento , la risposta è stata più tepida all’emissione di luglio con una raccolta inferiore alle aspettative. Inoltre, il tasso di interesse sui titoli pubblici greci (7%) è superiore a quello dovuto al FMI per i prestiti ricevuti. Le nuove stime di ottobre del Fondo mostrano tuttavia segnali timidamente positivi, con il ritorno alla crescita per quest’anno (+0,6%) e un rafforzamento nel 2015 (+2,9%).

LAOS

Il governo ha annunciato una riduzione del 75% degli investimenti pubblici, cancellando progetti riguardanti infrastrutture ed edifici pubblici. Il paese nel passato recente ha investito su una strategia di crescita basata sullo sfruttamento del potenziale idroelettrico e minerario. L’obiettivo principale era l’export di energia verso i paesi limitrofi. Tale strategia ha tuttavia esposto il paese a un forte deficit di partite correnti – pari all’8,5% del PIL.. Il Laos dispone inoltre di basse riserve valutarie, stimate intorno a soli 1,5-2 mesi di import. Tale decisione non dovrebbe tuttavia influenzare i progetti di maggiore rilevanza, quali la diga idroelettrica Don Sahong da 260 MW.

LIBIA

La città di Bengasi è oggetto di raid aerei e manovre di terra. L’obiettivo è la riconquista della seconda città della Libia, da parte delle forze libiche filogovernative, persa a luglio scorso in favore dei miliziani di Ansar al Sharia. L’esercito libico, fedele al Parlamento di Tobruk e al nuovo governo di unità nazionale guidato da Abdullah al Thani, ha annunciato di sostenere l’operazione “Dignità” dell’ex generale Khalifa Haftar e gruppi di civili armati contro i jihadisti, che rivendicano la creazione di un califfato. La capitale Tripoli resta invece sotto il controllo delle truppe di Misurata e del parlamento filo-islamista e del governo di Omar Al Hassi, non riconosciuti dalla comunità internazionale e in opposizione al governo di Tobruk.

MOZAMBICO

Si sono svolte le elezioni che pongono fine ai due mandati presidenziali consecutivi di Armando Guebuza. Il paese è al centro dell’attenzione globale per la recente scoperta di giacimenti offshore di gas naturale. L’estrazione e la produzione di LNG attireranno più di USD 50 miliardi in investimenti, più di tre volte il PIL del paese. Il candidato del partito al potere Frelimo, Filipe Nyusi, appare in vantaggio, anche se potrebbe rendersi necessario un ballottaggio. Il principale partito d’opposizione in lizza per la presidenza è il Renamo, ex movimento ribelle che ha deposto le armi il mese scorso. Terzo partito in lizza è il Movimento Democratico, anch’esso di recente formazione ma capace di buoni risultati nelle elezioni locali dello scorso anno.

SHIPPING

La US Federal Maritime Commission ha dato il via libera alla nuova alleanza 2M siglata a luglio tra Maersk e MSC. A seguito della decisione, Maersk ha annunciato che le attività dell’alleanza inizieranno a gennaio 2015. La 2M disporrà di una flotta di 185 portacontainer e di una quota di mercato del 28%. Gli Stati Uniti erano l’unica giurisdizione rimanente in cui le parti dovevano ottenere l’approvazione dell’intesa. L’Agenzia statunitense ha potuto accelerare i tempi di decisione grazie alla decisione di quattro membri su cinque di non approfondire ulteriormente l’impatto che 2M avrà su porti e esportatori. La decisione era peraltro attesa, avendo l’agenzia già dato via libera anche alla precedente alleanza Network P3 che coinvolgeva anche la francese CMA CGM.