God save the Queen

Davide con la testa di Golia di Caravaggio -1607

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Nonostante la vittoria del “no” nel referendum scozzese ad uscirne indebolita e’ soprattutto Londra

Alessandro Pedrini

Alla fine ha vinto il “no” ma da oggi il Regno Unito e’ una nazione diversa. E’ stata evitata la secessione, ma non le conseguenze politiche, economiche e costituzionali. La Scozia da questo referendum ne esce comunque vincente e Londra invece molto indebolita. Gli equilibri all’interno del Regno sono ora molto diversi.

Le colpe di Downing Street sono evidenti: sia la maggioranza di governo di Cameron che l’opposizione guidata da Ed Miliband hanno sottovalutato la portata del referendum e solo alla fine, in tremendo ritardo, hanno cercato di recuperare. Dall’altra parte l’indipendentista Alex Salmond e’ stato molto bravo a convincere l’opinione pubblica scozzese, puntando con intelligenza soprattutto sui moderati, con argomentazioni credibili lontane dal populismo e innescando una onda di orgoglio nazionalista.

Londra ha vinto al fotofinish, ma Edimburgo presenterà ora il conto. Cameron, Miliband e Clegg hanno giurato ai quasi 4 milioni e mezzo di cittadini scozzesi più indipendenza soprattutto in ambito fiscale e sociale. E vista la scadenza elettorale prossima converrà a tutti mantenere le promesse. Ha vinto il “no” grazie proprio a queste promesse di deleghe più ampie.

Oltre a questo ci saranno le richieste sempre più pressanti di Galles e Irlanda del Nord che rivendicheranno anche loro maggiore autonomia e risorse. E così vorranno anche i cittadini di Londra e dintorni…

Ci sarà una devolution e un Regno Unito con una forte connotazione federale. Un progetto di devolution a cui tanti altri potrebbero ispirarsi in Europa: Spagna, Belgio, Francia, Italia.

Il premier Cameron ha affermato che “come la Scozia voterà nel suo parlamento le proprie questioni fiscali, sociali e di spesa pubblica, così faranno anche Galles, Irlanda del Nord e Inghilterra”. Un progetto ambizioso che però troverà diversi ostacoli tra molti dei parlamentari dei tre partiti maggiori (conservatori, laburisti e socialdemocratici).

Sarà un percorso difficile che rischierà di far saltare molte teste.

Intanto le Borse festeggiano e la sterlina riprende fiato.

Il Regno è salvo, ma la piccola Scozia ha dimostrato all’Europa dei burocrati e delle banche che la determinazione e il cuore di un popolo possono mettere in seria difficoltà le grandi nazioni.

E’ arrivata l’ora che gli stati europei prendano consapevolezza di ciò e comincino a considerare con attenzione le istanze e i malumori della gente invece di preoccuparsi solo di parametri imposti dalla burocrazia europea.

Governanti avvisati.

God save the Queen.