novembre 04

Turchia: bloccati accessi ai social. Scontri polizia-curdi dopo arresti deputatiUe: ‘Provvedimenti compromettono democrazia parlamentare’

Ansa

La polizia turca ha respinto con la forza gruppi di manifestanti a Istanbul, nella capitale Ankara e a Diyarbakir, principale città curda nel sud-est del Paese, che protestavano contro gli arresti di 12 deputati del partito filo-curdo Hdp. Lo riportano media locali. Diverse manifestazioni sono inoltre state impedite in tutta la Turchia.
Il leader del partito filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas, è stato condotto al tribunale di Diyarbakir, principale città curda nel sud-est della Turchia, dopo essere stato fermato stanotte con accuse di “terrorismo” con altri 10 deputati dell’Hdp. Il giudice dovrà decidere se convalidare gli arresti. I deputati curdi sono stati fermati dopo l’entrata in vigore della legge che ha rimosso l’immunità parlamentare, per essersi rifiutati di presentarsi spontaneamente davanti ai giudici.
E stamattina si è verificata un’esplosione provocata da un’autobomba nei pressi di un edificio della polizia turca proprio a Diyarbakir, principale città curda del sud-est del Paese: Sono almeno 8 le vittime – tra cui 2 poliziotti, 5 civili e un sospetto attentatore. Lo ha detto il premier, Binali Yildirim, secondo cui anche un centinaio di persone sono rimaste ferite ma solo 7 sono ancora in ospedale. Le autorità ritengono che l’attacco sia opera del Pkk.
Il gruppo di monitoraggio Turkey Blocks aveva precedentemente denunciato che l’accesso ai principali social media è stato bloccato nella notte in Turchia. Facebook, Twitter e Youtube risultano inaccessibili dall’1.20 ora locale, si legge sul sito del gruppo. Restrizioni sono state imposte anche ai servizi di messaggistica di WhatsApp e Instagram, per la prima volta a livello nazionale negli ultimi anni.
L’arresto dei deputati curdi “compromette la democrazia parlamentare in Turchia e rende ancora più tesa la situazione nel sud est del Paese”: in una dichiarazione congiunta, l’Alto rappresentante Federica Mogherini e il commissario Johannes Hahn esprimono la “profonda preoccupazione” dell’Unione europea.
Per il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz di un “segnale spaventoso sulle condizioni del pluralismo politico in Turchia”. Per Schulz, le ultime iniziative del governo di Ankara “mettono in discussione la sostenibilità delle relazioni tra Ue e Turchia”.
Fonti di Palazzo Chigi rendono noto che il premier Matteo Renzi sta seguendo con grande preoccupazione gli eventi delle ultime ore in Turchia. Le stesse fonti ritengono inaccettabile il possibile uso politico della nuova legislazione sull’immunità parlamentare.