maggio 24

L’Fmi rivede al rialzo il pil dell’Italia: +1,1%, ma ripresa modesta

Ansa
Il governo italiano ha messo in campo “un elenco di riforme impressionante” ed anche grazie a questo sforzo la crescita di quest’anno sarà superiore alle attese. Ma il debito resta una spina nel fianco e nel 2016 difficilmente potrà iniziare a scendere. Il Fondo Monetario Internazionale, al termine della missione preparatoria dell’Article IV, promuove sostanzialmente la politica del governo, ma ricorda che la ripresa è ancora modesta, che a questo ritmo non si potrà tornare ai livelli pre-crisi prima del 2020 e che i rischi al ribasso, dalla Brexit all’emergenza immigrazione, potrebbero compromettere l’andamento dell’economia. 
Quest’anno, si legge nel rapporto consegnato alle autorità italiane, il Pil salirà dell’1,1% dal precedente 1% stimato poco più di un mese fa, mentre nel 2017 e 2018 registrerà un incremento dell’1,25% (dall’1,1% precedentemente previsto per il 2017). Tuttavia la ripresa dell’economia non può portare ad un eccessivo “rilassamento” sul fronte dei conti pubblici che, avvertono gli economisti Usa, si tradurrebbe in una stretta fiscale futura. Per questo sfruttando i bassi tassi di interesse, hanno spiegato ancora i tecnici di Washington in una conferenza stampa al termine della missione, la politica di bilancio dovrebbe anzi rimanere ancorata ad “un ambizioso percorso di consolidamento a medio termine”, sostenuto da misure a favore della crescita, per garantire una più consistente traiettoria di discesa dell’altrimenti “vulnerabile” debito pubblico. Ma il premier Matteo Renzi assicura che con i soldi che ci ha dato l’Europa per la flessibilità “dobbiamo tenere sotto controllo il debito e dare una mano alle famiglie e al ceto medio”. Rispetto alla programmazione economica del Def il Fondo raccomanda quindi un aggiustamento “uniformemente scaglionato nel corso del triennio 2017-19” per ottenere un piccolo surplus entro il 2019. 
Target di cui però, secondo il direttore esecutivo per l’Italia Carlo Cottarelli, “è prematuro parlare” ora, mentre “è sufficiente” il raggiungimento dell’obiettivo del pareggio di bilancio entro lo stesso anno come previsto dal Def. Come di consueto, un occhio particolare del Fmi è indirizzato al capitolo pensioni. Di fronte ai nuovi progetti del governo per anticipare l’uscita dal mercato del lavoro, il Fondo sottolinea che “è importante non compromettere la sostenibilità del sistema”. Ma è il tema banche quello su cui i tecnici di Washington si soffermano più nel dettaglio. “I crediti deteriorati sembrano essere in via di stabilizzazione” tuttavia i bilanci degli istituti “sono messi a dura prova dal livello molto alto di Npl e dall’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari”. E per questo “ulteriori provvedimenti dovrebbero mirare a ridurre sensibilmente nel medio periodo il volume corrente dei crediti deteriorati abbassando il costo del rischio e migliorando l’efficienza operativa”. Il Fmi chiede quindi un impegno della vigilanza per valutare attentamente le operazioni di consolidamento bancario e anche maggiori controlli per prevenire irregolari pratiche di vendita ai clienti retail rafforzandone le tutele.