novembre 26

Parigi. Hollande-Renzi: “Contro l’Isis coalizione ampia”. Cameron vuole raid in Siria. Berlino invierà i Tornado

Ansa

Continua l’offensiva diplomatica del presidente francese Francois Hollande alla ricerca di partner anti-Isis, dopo gli attentati del 13 novembre. Stamattina all’Eliseo ha incontrato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, quindi questa sera andrà a Mosca da Vladimir Putin, certo l’appuntamento più delicato vista anche l’escalation di tensione con la Turchia dopo l’abbattimento del caccia.

Intanto si apprende che Berlino invierà i Tornado nella guerra contro l’Isis “come conseguenza degli attentati di Parigi”. Lo hanno deciso Angela Merkel e i ministri. E Cameron ha chiesto ai deputati di votare l’ok ai raid anti-Isis in Siria. “Dobbiamo colpire questi terroristi ora”. Per il premier britannico si tratta di “interesse nazionale”, oltre che schierarsi “con la Francia” dopo i fatti di Parigi. Cameron nega che i raid possano fare della Gran Bretagna “un bersaglio più grande” ed ha riconosciuto che la “la chiave in Siria è una soluzione politica”, insistendo che dal punto di vista di Londra questa soluzione deve prevedere che il presidente Bashar al-Assad “se ne vada”. Ma ha anche ripetuto che “non si può attendere che questo accada prima di assumere un’azione militare” su quella che ha chiamato “la roccaforte”. Cameron ha comunque escluso un qualsiasi coinvolgimento di forze di terra britanniche.

“Contro l’Isis occorre avviare iniziative militari comuni”, ha detto Hollande in una conferenza stampa congiunta con il premier Renzi all’Eliseo. “Italia e Francia sono unite contro il terrorismo”, ha affermato Hollande. “E’ stato compiuto un attentato non solo contro la Francia e contro l’Europa ma contro l’umanità” ha spiegato Renzi, sottolineando che “c’è la necessità di una coalizione sempre più ampia che porti alla distruzione” dell’Isis “e del disegno atroce che esso rappresenta”. Il premier italiano ha anche precisato che contro il terrorismo serve “una risposta culturale”, non solo militare. “I nostri valori sono molto più importanti della loro barbarie”, ha detto Renzi. Poi parlando degli attentati di Parigi, “abbiamo sentito il dolore di questa nazione come il nostro dolore”.

Renzi ha anche sottolineato di non trascurare la crisi libica: “E’ fondamentale dare priorità assoluta al dossier Libia che rischia di essere la maggiore emergenza”. Renzi ha poi confermato gli impegni dell’Italia a livello europeo: “Siamo impegnati a livello militare, in molti casi con la Francia, e penso al Libano ma non solo: anche all’Iraq, Siria, Afghanistan, Kosovo e Africa, dove molto forte è l’impegno francese”.
“Bisogna serrare i ranghi dell’Ue e contrastare le forze centrifughe che attraversano il continente: dal rischio di Brexit, alle conseguenze politiche della crisi economica e finanziaria, ci sono troppi strappi nel tessuto dell’Unione, ma il rischio maggiore è lo strappo tra le istituzioni e i cittadini”, ha aggiunto Renzi.

Dopo l’incontro con Hollande, Renzi si è recato alla Sorbona dove sta tenendo una lectio magistralis. “Fra le vittime di Parigi una ragazza italiana che incarnava lo spirito della generazione Erasmus: Valeria Solesin, 28 anni, dottorato alla Sorbona. Nata in Italia, cresciuta in Europa”: con queste parole il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ricordato Valeria, uccisa dai terroristi al Bataclan. “Per gli italiani Parigi non è una città straniera, mai gli italiani in Francia si sono sentiti in terra straniera”. Con queste parole il premier Matteo Renzi ha aperto il suo intervento alla Sorbona alla cerimonia di omaggio alle vittime degli attentati del 13 novembre.