settembre 02

La pizza ‘divide’ il Paese: low cost a Napoli, a Milano costa di più

Adnkronos



La pizza, un’arte tutta italiana, si prepara e si mangia ovunque da nord a sud nelle 25mila pizzerie con servizio al tavolo e nelle altre 25mila ‘take away’, che costituiscono l’arcipelago dell’universo pizza in Italia. Tuttavia la ‘geografia’ dei prezzi di una pizza con bibita, al ristorante, varia nelle principali città e ha un costo compreso all’interno della forchetta tra i 7 e gli 11 euro. La più cara si paga a Milano con un prezzo medio di 10,09 euro, la meno cara nella patria della pizza, a Napoli, dove lo stesso menu costa 6,91 euro. A Roma invece, il prezzo medio è di 9, 17 euro, a seguire Torino con 9,08 euro mentre, a Palermo il prezzo è abbastanza basso, 7,53 euro. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio prezzi Fipe-Confcommercio, raccolti dall’Adnkronos.
Comunque, la variabilità dei prezzi dipende da una molteplicità di fattori riconducibili alla struttura dei costi complessivi delle pizzerie ed alle caratteristiche dei mercati locali e non semplicemente al costo delle materie prime.
L’inflazione in pizzeria rimane sotto controllo: negli ultimi tre anni la variazione media dei prezzi è stata al di sotto del 2%, in particolare nel 2014 l’aumento è stato di 1,2% più basso rispetto al 2013 che è stato di +1,9% e del 2012 di 1,8%, secondo un’elaborazione del centro studi Fipe su dati Istat. Il fatturato aggregato delle pizzerie è piuttosto elevato, sfiora i 9 miliardi di euro e dà occupazione a 240 mila persone.
In Italia, mette in evidenza la Confagricoltura si vendono cinque milioni di pizze al giorno, 56 milioni alla settimana, 1,6 miliardi all’anno, con un business da in costante crescita. La pizza è il prodotto per tutte le occasioni, dalla colazione (8%) del mattino passando per pranzi e spuntini, fino ad arrivare alla cena dove è in cima alla classifica dei piatti scelti (75% delle occasioni). Questo fa delle pizzerie un settore anticiclico, che non risente della crisi economica.
Una pizzeria classica, rileva inoltre Fipe, corrisponde ad una superficie complessiva di 126 metri quadrati, con 67 posti a sedere interni e 23 esterni, un’apertura media annua di 280 giorni, un volume d’affari di 260 mila euro e 6,5 addetti. Tuttavia, uno dei punti critici del settore è la carenza della figura del pizzaiolo qualificato. Ogni anno le imprese cercano in media duemila pizzaioli qualificati non stagionali e quasi il doppio stagionali, ma una volta su cinque non riescono a soddisfare la richiesta, e 4 volte su 10 erogano adeguata formazione assumendo personale non qualificato.
Oggi a Milano e domani a Napoli si celebra la pizza con due eventi diversi ma entrambi tesi a esaltare questa eccellenza del made in Italy. A Milano una serata-evento sulla pizza “capolavoro che unisce l’agricoltura all’abilita’ dell’uomo”, è organizzata alla Vigna di Leonardo (fuori Expo) da Confagricoltura. A Napoli domani prende il via la kermesse NapoliPizzaVillage sul Lungomare.