luglio 24

Tori&Orsi di Lombardia. La Spac Greenitaly1 sposa a Prima Vera

Alessandro Pedrini per Affari Italiani Milano

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PILLOLA DI BORSA
La Spac “Greenitaly1” è sbarcata in Borsa all’Aim il 27 dicembre 2013 collocando il 30,6% del capitale. Nel periodo precedente la quotazione, il veicolo societario ha raccolto tra gli investitori istituzionali circa 35 milioni di euro. In sede di IPO sono state emesse 3,5 milioni di azioni e in numero uguale warrants riservati agli investitori. Collocato ad un prezzo di 10 euro per azione, il titolo, in un anno e mezzo si è sostanzialmente mantenuto sempre nel range tra i 9 e i 10 euro, toccando il minimo storico a fine luglio 2014 per poi recuperare fino ad un valore odierno di 9,90 euro. La performance a 1 anno segna un + 10%, a 6 mesi + 3,88% e a 1 mese del 2%. Capitalizzazione tra le prime venti e scambi nella media.

PER SAPERNE DI PIÙ
Costituita il 25 ottobre “Greenitaly1” è la prima Spac (Special Purpose Acquisition Company) tematica in Italia specializzata nella Green Economy che si occupa di tutte quelle tecnolgie, prodotti, servizi e infrastrutture necessarie all’uso efficiente delle risorse ovvero la crescita sostenibile dell’economia. La società nasce con l’obiettivo di presidiare un settore attrattivo per gli investitori e che si distingue per l’importante innovazione tecnologica, gli elevati tassi di crescita e l’internazionalizzazione. L’idea dei promotori nasce dalla convinzione che la green economy nei prossimi anni sarà caratterizzata da crescita significativa e un’attenzione particolare da parte dell’opinione pubblica e delle istituzioni governative. Inizialmente la società è stata quotata all’Aim, ma dopo la prima operazione il management vuole portarla al mercato principale MTA.

I PROMOTORI
I promotori della Spac sono: VedoGreen, società partecipata dal gruppo IR Top e specializzata nella finanza per le aziende green. IDeA Capital Funds, la principale società italiana di gestione di fondi di fondi di private equity e di investimenti diretti nel private equity. Matteo Carlotti, gia’ promotore di Made in Italy 1, quotata in Borsa a Milano.

LE SOCIETA’ TARGET
La mission della società è quella di ricercare e selezionare potenziali acquisizioni/aggregazioni di altre imprese operanti nei 10 settori green (Agribusiness, Ecobuilding, Ecomobility, Environmental Services, Green Chemistry, Lighting Solutions, Smart Energy, Waste Management, Water, Air, Noise Treatment e White Biotech). In seguito viene attuata l’operazione attraverso la fusione, l’acquisizione o il conferimento.

IL MANAGEMENT, CHICCO TESTA NEL CDA
Presidente della Spac e’ uno dei promotori, Matteo Carlotti, da lungo tempo nel settore del private equity. Nel cda siedono anche Anna Lambiase, fondatrice di IR Top e VedoGreen, Sergio Buonanno, managing director di IDeA sgr, Marco Giorgino, presidente di Vedo Green, Lorenzo Pozza come indipendente, Chicco Testa e Francesco Pintucci.

TRA GLI AZIONISTI RILEVANTI, INTESA PRIVATE SA E CARLO DE BENEDETTI
Gli azionisti rilevanti di “GreenItaly1” con quote superiori al 5% sono IDeA Capital Funds con il 10% del capitale, Intesa San Paolo Private Bank SA con l’ 8,5%, l’imprenditore chimico Luigi Fezzi con l’ 8,5%, Carlo De Benedetti con il 5,7%, il fondo Albemarle, Polare di Vicenza e Julius Baer Sicav con quote tra il 5 e il 6 percento.

L’OPERAZIONE DI FUSIONE CON PRIMA VERA SPA
Il board della società negli ultimi mesi ha lavorato senza sosta sul dossier “Prima Vera”, prima operazione significativa per la Spac. In sostanza, selezionata la società target, l’operazione, in fase di svolgimento queste settimane, prevede la fusione per incorporazione della società milanese Prima Vera Spa in GreenItaly1 attraverso due fasi distinte:

1. l’acquisto da parte di GreenItaly1 di una partecipazione di minoranza nel capitale sociale di Prima Vera rappresentante al massimo l’8,6%, per un corrispettivo complessivo massimo di circa Euro 8 milioni, tenuto conto di un equity value di Euro 93 milioni per l’intero capitale sociale.

2. la successiva fusione per incorporazione di Prima Vera in GreenItaly, sulla base della medesima valutazione complessiva di Euro 93 milioni per l’intero capitale sociale, con conseguente modifica della denominazione sociale di GreenItaly1 S.p.A. in Prima Vera S.p.A.

Per effetto della Fusione, Prima Holding (la società che fa capo a Domenico Catanese, proprietario di Prima Vera Spa) deterrà una partecipazione che, in funzione della percentuale dei soci di GreenItaly1 recedenti, sarà compresa fra il 69% e il 75% circa del capitale sociale della società risultante dalla Fusione stessa.

PRIMA VERA SPA
Prima Vera, società fondata all’inizio del 2000 a Milano da Domenico Catanese, è un big player italiano nel settore dell’efficienza energetica e nella fornitura di servizi energetici per strutture complesse. La società offre sul mercato soluzioni integrate di energy management, attraverso la progettazione, la realizzazione e il finanziamento di interventi di riqualificazione energetica (servizi di cogenerazione, trigenerazione e teleriscaldamento) con elevato contenuto tecnologico, nonché la gestione e manutenzione degli impianti e la fornitura di servizi connessi per strutture energivore , mirate al contenimento dei consumi e delle emissioni inquinanti e al conseguimento di economie di spesa. Dal 2002 Prima Vera opera anche attraverso la Divisione Biomedicale, rivolta alla gestione e manutenzione delle apparecchiature biomedicali e dei laboratori di analisi. La società opera anche come Energy Service Company (ESCO) in Israele e negli Stati Uniti.
Nel 2014 la società ha chiuso l’anno con ricavi pari a 96,10 milioni di euro e un EBITDA di 13,6 milioni (14,2% del fatturato). Il PN è risultato pari a 22,3 milioni di euro con una PFN di 22,3 milioni di euro.

NUBI ALL’ORIZZONTE?
L’operazione messa in piedi dal management sembra a prima vista un’ottima operazione fatta su una società target che ha i conti in ordine e cresce nei ricavi di oltre il 15% annuo. Il futuro però appare incerto e potrebbe preoccupare non poco gli investitori. La prima tegola è la notizia battuta dagli organi di stampa il 21 luglio scorso. E’ stato emesso nei confronti di Prima Vera Spa il “sequestro preventivo per equivalente dei beni mobili, immobili, conti correnti e delle quote societarie, fino ad un ammontare complessivo non eccedente € 2.562.802,26”, da parte del Gip di Busto Arsizio per indagini relative alla Commessa Azienda Ospedaliera S. Antonio Abate di Gallarate. Staremo a vedere, intanto però alcuni azionisti iniziano a preoccuparsi.
Per quanto riguarda il business nel settore pubblico e sanità in particolare, nella parte italiana, al momento ancora preponderante, i continui tagli del governo alla sanità nazionale non sono certo di buon auspicio. I margini dei fornitori delle aziende pubbliche sono sempre più risicati e il mercato è sempre più competitivo con gare che si basano principalmente sul prezzo e sempre meno sulla qualità. Da capire, infine, i tempi di realizzazione della “Città della Salute” a Sesto San Giovanni, dove Prima Vera in ATI con Società italiana per condotte d’acqua, Inso e Italiana costruzioni ha vinto l’appalto e dove la magistratura ha rallentato l’iter della gara sequestrando e poi rilasciando le buste con le offerte.