Srebrenica, 20 anni fa il massacro. In 50 mila alla commemorazione. Contestato premier serbo

 
Ansa 
Srebrenica 20 anni dopo. In un interminabile corteo di pullman e automobili, decine di migliaia di persone sono arrivate al memoriale e cimitero di Potocari, in Bosnia orientale, per partecipare alla commemorazione delle oltre otto mila vittime – 8.372 la cifra ufficiale non definitiva – del genocidio di Srebrenica del 1995. Durante la cerimonia è in programma la tumulazione delle spoglie di 136 vittime identificate col test del Dna negli ultimi 12 mesi. Negli anni passati nel cimitero di Potocari sono state già sepolte le spoglie di 6.241 massacrati nel luglio 1995. Ieri sera sono giunti a Potocari anche i 9 mila partecipanti della Marcia della pace, che in tre giorni hanno percorso all’incontrario la marcia, attraverso i boschi, dei 15 mila uomini di Srebrenica in fuga verso Tuzla, dove solo in pochi arrivarono.
E il premier serbo Alaksandar Vucic ha lasciato la cerimonia per Srebrenica dopo essere stato colpito da una pietra lanciata dalla folla inferocita che lo contestava. Leggermente ferito, Vucic ha abbandonato le celebrazioni del genocidio e sta tornando a Belgrado, scrivono i media serbi.
Obama ricorda genocidio, imparare da tragedia – Barack Obama ricorda il genocidio di Srebrenica, il maggiore massacro in Europa nell’ultimo mezzo secolo. ”Dobbiamo commemorare la tragedia, ma anche imparare da questa. Solo con una piena consapevolezza del passato possiamo raggiungere un futuro di vera e duratura riconciliazione”.
Clinton, ho fatto in Bosnia cosa importante – Quello che ho fatto come presidente Usa in Bosnia, e in seguito in Kosovo, è stata una delle mie azioni più importanti. Lo ha detto oggi a Srebrenica l’ex presidente Bill Clinton riferendosi all’intervento militare che ha fermato la guerra in Bosnia. “Mi dispiace – ha detto Clinton – che ci sia voluto tanto tempo per raggiungere l’unità tra noi amici e decidere di usare la forza per fermare quella violenza. “Come amico della Bosnia” Clinton ha anche ringraziato il premier della Serbia Aleksandar Vucic per aver dimostrato “il coraggio a venire qui” ed ha aggiunto che si aspetta che faccia lo stesso anche il presidente Tomislav Nikolic.
Renzi, ci furono responsabilità politiche – “Ci sono molte responsabilità, innanzitutto politiche, per quel che è successo nei Balcani 20 anni fa. La mia generazione è cresciuta avendo negli occhi quel dolore e quella strage. Ci siamo detti allora, mai più permetteremo che questo succeda qui a casa nostra. Per questo una parte del nostro impegno politico è nato lì, in Bosnia, a Sarajevo, a Srebrenica”. Così il premier Matteo Renzi in un post su Facebook ricorda il massacro di Srebrenica. 

Mattarella, fu sconfitta umanità serve giustizia – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del ventesimo anniversario di Srebrenica, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Il genocidio di Srebrenica è la tragedia umana più grave che si è consumata in terra europea dopo la fine della seconda guerra mondiale. Fu una sconfitta dell’umanità, il cui peso morale e politico grava ancora sulla comunità internazionale per l’incapacità di prevenire i conflitti che dilaniarono la Jugoslavia, con le tremende atrocità che li caratterizzarono, e di attuare strategie in grado almeno di arrestarli e di salvare vite umane”. “Oggi, a vent’anni da quell’immane tragedia – osserva ancora Mattarella – avvertiamo il dovere di coltivare la memoria e interrogare la nostra coscienza affinché mai eventi simili abbiano a ripetersi. E’necessario continuare a perseguire i responsabili di violenze così atroci, evitando al tempo stesso che il disonore e l’infamia sia fatta ricadere su interi popoli”. “Solo se vi sarà giustizia – aggiunge – sarà possibile lenire almeno in parte l’enorme sofferenza delle madri e di tutti coloro che hanno perso familiari e amici. Solo in nome della giustizia sarà possibile, per la Bosnia-Erzegovina, completare un percorso di autentica riconciliazione nazionale e quindi di pace, sicurezza, convivenza tra le diversità etniche e religiose”. “E’ questa una sfida decisiva della nostra epoca, a cui l’Europa intera è chiamata. Da come riusciremo a far convivere nel nostro Continente le culture e le religioni diverse – assicurando la libertà delle persone e delle comunità – dipenderà la pace mondiale e il ruolo attivo dell’Europa nel mondo. Muovendo dai momenti più tragici della sua storia, la Bosnia Erzegovina è chiamata oggi, con l’intera regione dei Balcani, a guardare avanti, al suo futuro. Un futuro che potrà trovare nell’integrazione europea il suo approdo, per una pacificazione definitiva”, prosegue la nota. “Nel cammino lungo la strada intrapresa, la Bosnia Erzegovina potrà sempre contare sull’amicizia e il sostegno politico dell’Italia, come già avvenuto concretamente in passato. Il nostro auspicio è che tutta l’Europa sappia assumersi oggi questa responsabilità storica: lo dobbiamo, in nome di tutte le vittime di quelle guerre, ai giovani e ai popoli balcanici”, conclude.
Boldrini, cruciale riconciliazione in regione – L’importanza della riconciliazione tra i popoli dei Balcani, teatro delle guerre fratricide degli anni ’90, è stata sottolineata dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, oggi a Srebrenica alle commemorazioni per il 20/o anniversario del massacro di otto mila musulmani. “La riconciliazione è cruciale per un futuro migliore. I figli di coloro che furono uccisi e i loro figli hanno diritto di vivere in pace e di guardare al futuro con speranza” ha detto Boldrini. “Nostro dovere come membri della comunità internazionale è alimentare questa speranza, credo anche le condizioni per una vita migliore insieme e per lo sviluppo economico”. Per la presidente della Camera è importante “catturare, processare e condannare tutti i responsabili di tali crimini”, anche se, ha aggiunto, “la responsabilità di tali orrendi crimini ricade su singoli individui e non su un intero popolo”. “Possano tutti quelli che persero la vita qui 20 anni fa riposare in pace” ha concluso Boldrini.

Mogherini, pagina più buia della storia recente – Il massacro di Srebrenica rappresenta “la pagina più buia della storia recente dell’Europa”: ne è convinta Federica Mogherini, alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, che lo ha detto in un videomessaggio in occasione delle commemorazioni per il 20/mo anniversario del genocidio. Mogherini si trova a Vienna dove sono in corso i negoziati, che potrebbero essere conclusivi, sul nucleare iraniano. “Un’intera generazione – ha detto – ha sperato in una nuova era di pace dopo la guerra fredda. E’ la mia generazione: abbiamo sognato un continente unito, e ci siamo svegliati con il peggiore degli incubi”. Secondo l’alto rappresentante “a Srebrenica l’Europa si è confrontata con la sua vergogna. L’Europa non è stata in grado di rispondere alla promessa dei padri fondatori e ai sogni dei suoi nipoti: basta guerre in Europa, basta morti in nome della razza o della nazione. Basta genocidi. Srebrenica è un appello ad agire. Che non succeda mai più”.