Ue, restano le sanzioni a Mosca: “Proroga di altri sei mesi”
da Repubblica
LUSSEMBURGO – La settimana scorsa Vladimir Putin, giunto in Italia per incontrare Renzi, Mattarella e Papa Francesco e visitare l’Expo, ha chiesto a gran voce all’Europa di togliere le sanzioni verso la Russia. Ma il pressing russo sembra destinato, almeno per ora, a non essere accolto: oggi gli ambasciatori dei 28 Paesi dell’Unione europea hanno concordato di estendere fino al 31 gennaio 2016 le sanzioni economiche contro la Russia in scadenza a fine luglio.
La data scelta dall’Ue non è causale: gli accordi di Minsk2, tra i separatisti filorussi e il presidente ucraino Poroshenko, sui quali si basa la fragile tregua in atto nell’est dell’Ucraina, scadono alla fine di dicembre e resta da capire quale sarà l’atteggiamento di Mosca sulla vicenda ucraina. L’accordo di oggi sarà formalizzato lunedì prossimo dai ministri degli Esteri dell’Ue a Lussemburgo, nel corso della loro riunione mensile.
Del resto le tensioni tra Mosca e l’Occidente sembrano crescere giorno dopo giorno: la ripresa dei combattimenti nella zona di Donetsk ha fatto capire che il conflitto in Ucraina, sebbene congelato, è pronto a riesplodere da un momento all’altro, così come preoccupa l’attivismo militare di Mosca evidenziato dai sempre più frequenti sconfinamenti dei jet russi sui cieli europei e dall’annuncio, di ieri, dei 40 nuovi missili nucleari che Putin è pronto a schierare ai confini con la Nato, in risposta allo spiegamento di mezzi e uomini nei Paesi dell’Europa orientale annunciato dagli Usa.
Anche oggi non sono mancati momenti di tensione: caccia della Raf dislocati in Estonia hanno intercettato per tre volte nelle ultime 24 ore aerei militari russi che sorvolavano il Baltico vicino alla zona in cui sono in corso le esercitazioni aeronavali della Nato.
L’intesa raggiunta dagli ambasciatori sarà formalizzata senza ulteriori discussioni dai ministri, riferisce la fonte diplomatica. I leader Ue potrebbero tuttavia discutere la questione al vertice del 25-26 giugno. Intanto una nuova riunione dei ministri degli Esteri del cosiddetto ‘Quartetto Normandia’ (Ucraina, Russia, Francia e Germania) è stata fissata per il 23 giugno a Parigi. Da Mosca giunge invece notizia di un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, e il collega tedesco Frank-Walter Steinmeier, durante il quale “è stata sottolineata l’importanza di fermare immediatamente i combattimenti nelle regioni sud-orientali ucraine, in particolare gli attacchi a colpi d’artiglieria contro le aree abitate dai civili.
Le sanzioni Ue colpiscono 151 cittadini russi e delle regioni orientali ucraine e 37 società russe inserite. L’elenco comprende anche le 19 persone e le nove nuove entità aggiunte a marzo. A tutte le persone inserite nella ‘lista nera’ è negato l’accesso nel territorio dei 28 Paesi dell’Unione europea e sono congelate le attività finanziarie presso banche europee. Le prime sanzioni erano state imposte dal’Ue il 27 marzo 2014, subito dopo il referendum sull’indipendenza della Crimea.
L’ha ribloggato su ABC Economics – Abbiamo Bisogno di Crescita.
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