Sbarchi senza fine tra Sicilia e Calabria


Agi

Circa 400 immigrati che questa mattina sono arrivati nel porto di Messina a bordo di un pattugliatore “Fiorillo” della Guardia costiera. La nave e’ approdata al molo Marconi all’alba. I profughi sono tra quelli salvati nell’ultimo fine settimana nel Canale di Sicilia al largo delle coste libiche. A bordo della nave sono state censite 397 persone, tra le quali una quindicina di minori e di diverse donne incinte. Queste ultime, assieme ai bambini, sono state tra le prime a sbarcare. Provengono per lo piu’ dall’Eritrea e dalla Somalia ma c’e’ qualche siriano. Molti i nuclei familiari. Non sono stati segnalati particolari casi critici. Dopo le operazioni di sbarco, che come di consueto sono coordinate dalla Prefettura, un primo screening sanitario da parte del personale dell’Asp e della Croce Rossa, prima del trasferimento nei centri di prima accoglienza per le operazioni di identificazione. Nel dettaglio si tratta di 303 uomini di cui dieci minori, 94 donne di cui nove in gravidanza e cinque minori. La prefettura di Messina ha coordinato le relative attivita’ di screening sanitario e di prima accoglienza assicurate dal personale sanitario, dalle forze di polizia territoriale, nonche’ dal Comune di Messina e dalla Protezione Civile regionale. I migranti sono in parte accolti nelle strutture cittadine di prima accoglienza e in parte avviati nel Cara di Mineo. Settecentosettantanove migranti sono sbarcati stamani dalla nave militare “Bersagliere” nel porto di Reggio Calabria. Si tratta di 633 uomini e 114 donne e di diversi minori, anche non accompagnati, quasi tutti provenienti dall’Africa centrale. Tra le donne ve ne sono 12 in stato interessante. Due presunti scafisti sono stati individuati dalla Polizia. Le operazioni di accoglienza sono state eseguite sotto il coordinamento della Prefettura di Reggio Calabria. E’ atteso per domattina nel porto di Taranto un nuovo sbarco di migranti. Lo si apprende da fonti del 118 di Taranto. Sono circa 200 i profughi in arrivo tra uomini, donne e bambini che rientrano tra le persone recuperate e tratte in salvo nelle ultime ore nel Mar Mediterraneo dalle navi della Marina Militare e dalle navi mercantile impiegate nel dispositivo di intervento “Frontex”. A Taranto i migranti, che dovrebbero sbarcare al molo San Cataldo come le altre volte, riceveranno la prima assistenza, sia medico-sanitaria da parte dell’Asl e del 118 di Taranto: indumenti, cibo e bevande (acqua, latte, succhi di frutta) dal Comune di Taranto e dalla Protezione civile. A Taranto, dopo i primi soccorsi, i migranti saranno trasferiti in strutture di accoglienza in vista di successivi trasferimenti. Nel capoluogo jonico si tratta del terzo sbarco nel giro di 15 giorni.

  “Un’emergenza europea non puo’ continuare ad avere risposte solo italiane”: con queste parole il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha chiesto un maggior coinvolgimento dell’Ue nel salvataggio e nell’accoglienza degli immigrati, in un colloquio telefonico con il commissario europeo all’immigrazione Dimitris Avramopoulos. Il titolare della Farnesina, riferisce una nota, ha rappresentato al commissario i problemi posti dall’intensificarsi di flussi migratori verso le coste italiane “a cui ancora non corrisponde un’adeguata risposta comune”. In particolare, oltre al rafforzamento di Frontex, l’Italia si aspetta dall’Ue un impegno economico straordinario per far fronte alle urgenti necessita’ connesse all’accoglienza dei migranti. L’ultimo “vertice Ue ha finalmente affermato il carattere europeo del tema migratorio nel Mediterraneo, ma ora servono passi conseguenti”, ha sottolineato Gentiloni.
  da parte sua, il Commissario Avramopoulos ha espresso condivisione per le preoccupazioni italiane, assicurando che saranno elemento fondamentale dell’Agenda europea per l’immigrazione che Avramopoulos presentera’ la prossima settimana.