L’Arabia Saudita lancia un’operazione militare in Yemen per fermare i ribelli sciiti
L’Arabia Saudita lancia l’operazione “Decisive Storm” contro i ribelli houthi in Yemen e Teheran avverte: “Fermatevi o sarà escalation militare nel Golfo”. L’attacco si Riad è iniziato nella notte, con il bombardamento di postazioni e centri di comando dei ribelli houthi che in febbraio avevano rovesciato il governo del presidente Mansour Hadi a Sanaa e ieri lo hanno obbligato alla fuga via mare da Aden. Riad impegna almeno cento aerei a 150 mila uomini, inclusi i marinai sulle navi della flotta schierata davanti ad Aden. “Abbiamo il controllo dei cieli – affermano i comandi sauditi – ma potrebbe servire un intervento di terra”.
L’intento è far capire agli houthi, ed ai suoi alleati di Teheran, che il re Salman è determinato a impegnare tutte le forze necessaria per impedire che il vicino Yemen non cada nelle mani degli sciiti. “Decisive Storm” è una coalizione araba sunnita: a fianco dei jet di Riad volano aerei di Bahrain, Kuwait, Qatar, Emirati e Giordania mentre Sudan, Marocco, Egitto e Pakistan si dicono “pronti a partecipare”.
L’intento della monarchia wahabita è “difendere il governo legittimo” consentendo a Mansur Hadi di tornare al potere in tempi molto stretti. L’avversario di questo fronte sono le milizie sciite sostenute dall’Iran in più Paesi: dal Libano all’Iraq fino allo Yemen. La reazione degli houthi è un monito a Riad: “C’è il rischio di una guerra più vasta in Medio Oriente”. L’Iran tuona: “Passo pericoloso, porta all’escalation, fermatevi”. Riad afferma di avere il “sostegno logistico degli Stati Uniti” che però hanno scelto di evitare qualsiasi coinvolgimento diretto.