Robin Tax, conti in tilt
Valerio Stroppa per Italia Oggi
La Robin tax manda in tilt i conti delle aziende del settore petrolifero ed energetico. Con l’approvazione dei bilanci 2014 sempre più imminente, gli operatori non sanno come comportarsi alla luce della dichiarazione di incostituzionalità del prelievo operata dalla Consulta con la sentenza n. 10/2015. Il dubbio è se pagare o meno il saldo della Robin tax per il 2014. Secondo un’interpretazione più rigorosa, l’addizionale Ires risulterebbe dovuta addirittura anche nel 2015. I diversi orientamenti sono stati esaminati da Assonime nella circolare n. 5/2015, che chiede «un tempestivo intervento dei competenti organi posto che nella generalità dei casi le imprese si apprestano ad approvare il bilancio 2014».
Lo scorso 11 febbraio, infatti, la Corte costituzionale ha bocciato la Robin tax, introdotta dal dl n. 112/2008 a carico delle imprese del settore petrolifero ed energetico con ricavi superiori a 3 milioni di euro e un reddito imponibile sopra i 300 mila euro (si veda ItaliaOggi del 12 febbraio 2015). La decisione dei giudici delle leggi ha fatto salvi però i rapporti pregressi. Una scelta dettata, oltre che dall’esigenza di certezza del diritto, anche dalla salvaguardia dei conti pubblici, oggi garantita dall’articolo 81 della Costituzione. La declaratoria di incostituzionalità ha effetto solo a partire dal 12 febbraio 2015, giorno successivo alla pubblicazione della sentenza in Gazzetta Ufficiale.