Mosca, folla alla marcia per Nemtsov Sui cartelli: «Non abbiamo paura»

da Corriere della Sera

Avrebbe dovuto essere una manifestazione contro l’ingerenza russa in Ucraina e il sostegno di Mosca ai separatisti filorussi nell’Est del Paese. E, a guidarla, avrebbe dovuto esserci lui: Boris Nemtsov. Ma l’oppositore del governo, 55 anni, vicepremier nel 1998 sotto la presidenza di Boris Yeltsin, è morto venerdì poco prima di mezzanotte. Freddato in strada  a due passi dal Cremlino, mentre stava tornando a casa dopo una cena al ristorante insieme alla fidanzata, la modella ucraina Anna Duritskaya. 
Un omicidio che ha scosso il Paese. E domenica ha portato in piazza migliaia di persone (70mila secondo gli organizzatori, 16mila secondo la polizia), che hanno voluto ricordare uno dei più attivi esponenti del movimento contro Putin. Giovani, anziani, famiglie. Tutti dietro allo striscione con su scritto: «Gli eroi non muoiono». In mano bandiere ucraine e russe. In silenzio. Parlavano i cartelli: «Quei proiettili hanno colpito tutti noi». «Non ho paura». «Senza parole». 
C’era anche Gennady Gudkov, uno dei leader anti-Putin. Che, prima della marcia, ha detto: «Se siamo in grado di fermare questo clima di odio allora avremo la possibilità di cambiare la Russia. Al contrario, il rischio è quello di un generalizzata guerra civile». 
E intanto gli osservatori internazionali si chiedono se la marcia servirà a rafforzare l’opposizione o resterà solo un momento di dolore isolato in un clima di paura che avvolge il Paese.