Telecom investirà in Italia 10 miliardi e quoterà le torri
Francesca Gerosa per Milano Finanza
Telecom Italia investirà 14,5 miliardi di euro nel prossimo triennio e quoterà le torri. E’ quanto prevede il nuovo piano strategico 2015-2017 della compagnia telefonica approvato ieri dal cda che ha anche deliberato l’avvio delle procedere preliminari per l’Ipo della società delle torri.
In particolare, è stato approvato il conferimento in Inwit del ramo d’azienda che comprende 11.500 torri gestiti attualmente da Telecom Italia dove sono ospitati gli apparati di trasmissione radio per le reti di telefonia mobile del gruppo e apparati radio anche di altri operatori. Oggi Telecom possiede l’intero capitale di Inwit e ha già fatto sapere che intende mantenere, all’esito dell’Ipo, la maggioranza del capitale della società.
Nell’arco del nuovo piano al 2017, Telecom Italia investirà circa 10 miliardi di euro in Italia e oltre 4 miliardi di euro in Brasile. Per quanto riguarda l’Italia, dei 5 miliardi di investimenti innovativi (Ngn, Lte, Cloud Compunting, Data Center, Sparkle e Traformazione) 3 miliardi saranno destinati allo sviluppo della fibra ottica, con un incremento di 1,1 miliardi rispetto al piano precedente. Mentre 500 milioni saranno destinati alla tecnologia FttH.
Il colosso tlc guidato da Marco Patuano punta, infatti, a imprimere una forte accelerazione sul fronte della copertura Ngn e Lte, dove alla fine di quest’anno il 75% della popolazione verrà raggiunto dalla fibra ottica e oltre il 95% dalla rete mobile 4G. Quest’accelerazione degli investimenti nella fibra ottica dovrebbe portare nel 2017 a incrementare di circa un milione i clienti attivi rispetto ai target del piano precedente.
In particolare, 2,9 miliardi di euro verranno destinati allo sviluppo dell’ultrabroadband fisso con la fibra ottica e 0,9 miliardi all’ultrabroadband mobile. La realizzazione di nuovi data center impatterà poi sul piano investimenti per 0,5 miliardi, mentre 0,2 miliardi saranno impiegati per lo sviluppo di connessioni in fibra internazionale (Sparkle) e 0,5 miliardi per semplificare e ammodernare le infrastrutture finalizzate a una riduzione strutturale dei costi di esercizio.
Investimenti che avranno risvolti positivi anche sul fronte occupazionale visto che Telecom Italia ha previsto di assumere nei prossimi quattro anni circa 4mila persone grazie al Jobs act. In ogni caso il gruppo si è posto comunque l’obiettivo di ridurre il costo del personale per 100 milioni di euro. In generale, il piano 2015-2017 prevede l’attività di efficientamento delle spese con un risparmio di 1 miliardo cumulato nel triennio.
Telecom Italia si aspetta quindi una crescita dei ricavi e una stabilizzazione dell’ebitda domestico nel 2016, ebitda che dovrebbe tornare a crescere nel 2017, mentre il rapporto debito/ebitda dovrebbe ridursi a 2,5 volte alla fine del periodo del piano dall’attuale 3. “Telecom Italia ha deciso di accelerare sugli investimenti e questo è stato fatto per stabilizzare e per una ripresa dell’Ebitda. Questo migliorerà il livello di sostenibilità del debito”, ha spiegato l’ad Patuano in un’intervista a Class-Cnbc. “Per non aumentare il debito”, ha precisato, “abbiamo lanciato un piano di efficienza”.
Viceversa in Brasile è attesa una continua crescita dell’ebitda negli anni del piano e, grazie agli oltre 4 miliardi di euro di investimenti, Telecom potrà estendere entro il 2017 la copertura 4G a oltre 15mila siti e quella 3G a oltre 14mila siti. “In Brasile vogliamo muoverci sul broadband e ci focalizziamo sulla crescita organica”, ha continuato l’ad, sottolineando che il profilo della popolazione brasiliana è giovane, con una classe media in crescita che inizia adesso a formarsi “e l’allocazione delle loro risorse sarà sul mobile più che sui prodotti più maturi che vediamo in Europa. Per cui focalizzarsi sul mobile va bene in quel mercato”.
In merito, infine, all’interesse del gruppo per la compagnia brasiliana Oi, Patuano ha osservato che “si è parlato molto, si è fatta molta speculazione, noi abbiamo fatto i compiti, abbiamo fatto un’analisi molto dettagliata” che però “al momento è sospesa, stiamo lavorando sul piano organico”.
Quanto al tema più delicato del dividendo da riconoscere agli azionisti del gruppo per l’esercizio 2014, Telecom Italia ha annunciato che prenderà una decisione definitiva nel prossimo cda, previsto per il 19 marzo, ma ha già precisato che il pagamento della cedola dovrebbe limitarsi soltanto alle azioni di risparmio: “il cda è orientato a procedere al pagamento del solo dividendo minimo statutario alle azioni di risparmio”.
Lo scorso anno Telecom Italia ha pagato agli azionisti di risparmio una cedola di 0,0275 euro per azione, mentre non ha distribuito alcun dividendo agli azionisti ordinari (l’ultima cedola risale al 2013: 0,02 euro per azione). Dopo la presentazione del piano strategico e dei conti 2014, pressoché in linea con le attese, a Piazza Affari entrambe le categorie di azioni si sono mosse in altalena: l’ordinaria ora guadagna lo 0,68% a 1,031 euro ma nell’intraday è scesa fino a 0,999 euro; invece la risparmio resta in calo dello 0,59% a 0,8365 euro dopo un minimo a quota 0,815 euro.