LA CRISI E LA TREGUA Ucraina, ribelli annunciano ritiro E Kiev lascia la città di Debaltsevo
da Corriere della Sera
Intanto il presidente ucraino, Petro Poroshenko, è partito da Kiev per raggiungere il fronte del conflitto nell’est del Paese. «Ritornerò in serata per partecipare al consiglio di sicurezza», ha annunciato Poroshenko. Anche il presidente ucraino ha confermato che le truppe di Kiev hanno cominciato il ritiro da Debaltsevo. Poroshenko ha spiegato che le truppe stanno completando il ritiro «programmato e organizzato» dalla zona, che è ormai completato «all’80%». Lo strategico nodo ferroviario a metà strada tra Lugansk e Donetsk era diventato una «sacca» in cui, secondo i separatisti, erano da giorni assediate le truppe ucraine. Poroshenko ha negato «l’accerchiamento» e spiegato che i soldati hanno lasciato l’area con le armi.
Situazione confusa, continuano gli scontri
Nonostante le dichiarazioni di Poroshenko, però, secondo fonti locali, la situazione continua a essere tesa. Le forze di Kiev raggruppate e stanno continuando a resistere all’offensiva dei separatisti filorussi. Il ministero della Difesa ucraino in un comunicato dichiara che «i militari ucraini continuano a resistere al nemico dopo essersi raggruppati. I combattimenti stanno proseguendo in questo momento a Debaltsevo», attaccata martedì dalle milizie ribelli «che hanno palesemente violato gli accordi di Minsk», si legge nel comunicato. Le autorità ucraine hanno inoltre riconosciuto che «nel tardo pomeriggio di mercoledì le unità nemiche hanno fatto irruzione nella città e sono saltate le comunicazione ferroviarie e altre vie di accesso» alla città.
Mosca: «Stop a guerra sanzioni»
Intanto il Cremlino fa sentire la sua voce: il ministero degli esteri russo fa sapere che Mosca si riserva il diritto di reagire alle nuove sanzioni imposte dal Canada ma invita l’Occidente a cessare la guerra delle sanzioni e ad avviare un dialogo costruttivo con la Russia. Mosca naturalmente ha il diritto di reagire a queste sanzioni (le ultime decise dal Canada, ndr), ma stiamo invitando i nostri partner in Europa e in altri Paesi che vogliono danneggiare gli interessi russi a fermare questa controproducente guerra delle sanzioni e a cominciare il dialogo per ricostruire le relazioni e la cooperazione che avevamo un tempo», ha dichiarato Anvar Azimov, incaricato d’affari del ministero degli Esteri russo.