Isis: dietrofront di Gentiloni alla Camera: ‘Soluzione politica”

ANSA

Il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni sta riferendo alla Camera sulla sitruazione in Libia. “Mentre il negoziato muove i primi passi, la situazione in Libia si aggrava. Il tempo non è infinito e rischia di scadere presto, pregiudicando i fragili risultati raggiunti” dalla mediazione Onu sostenuta dall’Italia, ha detto il ministro in un’informativa in aula. “L’unica soluzione alla crisi libica è quella politica”, ha aggiunto. Non vogliamo “avventure e tantomeno crociate. Chiediamo alla comunità diplomatica di aumentare gli sforzi”, ha spiegato. “Il deterioramento della situazione sul territorio impone un cambio di passo da parte della comunità internazionale prima che sia troppo tardi. In Libia è evidente il rischio di saldatura tra gruppi locali e Daesh” che richiede la “massima attenzione”. Dalla riunione del Consiglio di sicurezza di oggi “ci attendiamo la presa di coscienza al Palazzo di vetro della necessità di raddoppiare gli sforzi per favorire il dialogo politico” in Libia, ha concluso Gentiloni.

Ieri il ministro ha avuto in tarda serata un colloquio telefonico con il Segretario di Stato americano John Kerry. Nel corso del colloquio – si apprende alla Farnesina – i responsabili per la politica estera di Italia e Stati Uniti hanno discusso dell’evoluzione della crisi libica.

Il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ieri sera ha espresso parere favorevole sulle modalità di attuazione, fino al 30 giugno 2015, del piano di impiego del contingente di 4.800 militari nei servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili che assicureranno la prosecuzione dell’operazione ‘Strade sicure’ anche per le esigenze di contrasto al terrorismo.

“I governi di Francia, Italia, Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti condannano fermamente tutti gli atti di terrorismo in Libia. L’efferata uccisione di 21 cittadini egiziani, da parte di terroristi affiliati all’Isis, sottolinea ancora una volta l’impellente necessità di una soluzione politica del conflitto”. E’ quanto si legge in una dichiarazione congiunta. Il processo di dialogo sponsorizzato dalle Nazioni Unite per la formazione di un governo di unità nazionale, “costituisce la speranza migliore per i libici”. La comunità internazionale “è pronta a sostenere pienamente un governo di unità nazionale per affrontare le sfide attuali della Libia”.Lo si legge in una dichiarazione congiunta di Francia, Italia, Germania, Spagna, Gb e Usa.

Cnn, massiccio attacco contro i curdi vicino a Erbil – I miliziani dell’Isis hanno lanciato un massiccio attacco questa notte contro postazioni curde a circa 45 chilometri a sudovest di Erbil, il capoluogo della regione curda irachena. Lo riferiscono fonti curde citate dalla Cnn. La fonte ha citato come origine dell’informazione un collaboratore del generale Sirwan Barzani, comandante militare del settore. L’offensiva è stata lanciata da varie direzioni e i combattimenti sono continuati dopo il primo assalto dell’Isis, sferrato intorno alle 21 di ieri sera (ora locale).

Libia: premier Al Thani, terroristi verso confine tunisino – Il premier libico Abdallah Al Thani, ha detto alla radio tunisina Express Fm che membri dell’Isis e di Boko Haram hanno raggiunto o stanno raggiungendo i gruppi terroristici presenti in Libia, ed ha precisato che questi ultimi si starebbero avvicinando al confine con la Tunisia. A proposito dell’intervento militare egiziano, Al Thani ha affermato che gli attacchi aerei su postazioni Isis in Libia sono state eseguite con l’approvazione del governo libico e che il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha rifiutato di fornire armi allo Stato libico per la sua lotta contro il terrorismo. Intanto, la Tunisia ha dispiegato lungo il confine di terra e di mare con la Libia unità dell’esercito, rafforzate da unità della Guardia nazionale e della Dogana, per difendersi da “eventuali minacce contro l’integrità territoriale del Paese” ed “impedire ogni tentativo di infiltrazione da parte di terroristi”, ha detto il colonnello Belhassen Oueslati, portavoce del ministero della Difesa. Le forze armate tunisine possono contare su 27 mila uomini dell’esercito, 4.000 dell’aviazione e 4.500 di marina.