Il Giappone esce dalla recessione: +0,6% il Pil nel quarto trimestre 2014. Ma nell’intero anno la crescita è a zero

da Il Sole24Ore

Il Giappone è uscito dalla recessione, ma a un ritmo inferiore alle aspettative che evidenzia le perduranti difficoltà dell’Abenomics a rilanciare la terza economia mondiale.

Il Prodotto interno lordo reale del quarto trimestre 2014, secondo le stime preliminari rilasciate oggi, è cresciuto a un tasso annualizzato del 2,2%, pari a un +0,6% sul trimestre precedente (e a un tasso nominale annualizzato del 4,5%). Le stime medie degli analisti ipotizzavano una espansione a un tasso annualizzato intorno al 3,6-3,7 per cento.

Il Paese era reduce da due trimestri consecutivi di contrazione, attribuita principalmente all’aumento dell’imposta sui consumi dal 5 all’8% scattato il primo aprile dell’anno scorso, che aveva depresso i consumi (e indotto i consumatori a anticipare molte spese durevoli al primo trimestre dell’anno).

Nell’anno solare 2014, comunque, la crescita risulta scesa a zero dal +1,6% del 2013, a dispetto delle grandi aspettative suscitate dall’Abenomics. La stessa ripresa nella parte finale dell’anno, inferiore alle previsioni, mette in luce le sfide che il premier Shinzo Abe deve affrontare per posizionare su un percorso di crescita sostenibile una economia matura in calo demografico. Qualche giorno fa, in Parlamento, il premier ha dichiarato che il Giappone ha bisogno di introdurre le riforme economiche più incisive mai fatte nell’intero dopoguerra. Ma le resistenze alla deregulation restano forti e diffuse.La debole performance dell’economia aveva indotto Abe a rinviare all’aprile 2017 l’ulteriore rialzo dell’Iva già previsto per quest’anno.

Nell’ultimo trimestre 2014 i consumi privati sono aumentati dello 0,3%, contro attese di incremento più che doppio. La domanda esterna ha contribuito per 0,2 punti percentuali alla crescita del Pil, segnalando che l’indebolimento dello yen ha cominciato a manifestare un influsso positivo. Gli investimenti delle imprese sono aumentati solo dello 0,1% (dopo un declino precedente rivisto a -0,1%).

L’attenzione ora si sposta sulla riunione della Banca del Giappone, che mercoledì comunicherà le sue decisioni di politica monetaria: le attese sono per una conferma della strategia in corso, resa ancora più espansiva nell’ottobre scorso. E con tutta probabilità sarà anche confermato un annacquamento sul piano temporale per il conseguimento di un target di inflazione al 2%, reso ancora più arduo dagli effetti del declino.