Accordo al summit di Minsk Putin: cessate il fuoco dal 15

da Corriere della Sera

«Stop and go» continui. Prima la speranza, poi la pace spinta sul baratro. E ancora una notizia definitiva che risolleva, annunciata da Putin: quella del «cessate il fuoco dal 15 febbraio». In dettaglio: si smette di sparare a partire da domenica (le 22 di sabato ora italiana) e ritiro delle armi pesanti. Il leader del Cremlino ha detto che si è riusciti «a trovare un accordo sull’essenziale». «Chiediamo alle parti in conflitto», ha aggiunto, «di fermare il bagno di sangue e lanciare un vero processo di pace il prima possibile».

Hollande e Merkel: «Chance effettiva, ma non è finita»

Parole ribadite dal presidente francese Hollande che ha definito l’accordo raggiunto un «motivo di sollievo» per l’Europa e una «speranza» per Kiev. Il titolare dell’Eliseo, che ha parlato di «soluzione politica globale», ha aggiunto che resta ancora molto da fare, ma che il passo raggiunto a Minsk offre davvero «una chance effettiva» di migliorare la situazione in Ucraina. «Si tratta di una speranza seria anche se non è ancora finita». Parole non dissimili da quelle pronunciate dalla cancelliera tedesca Merkel: «Abbiamo un segnale di speranza – ha affermato -. Abbiamo concordato l’implementazione complessiva degli accordi di Minsk. Ma naturalmente passi concreti devono essere fatti. E ci sono ancora grandi ostacoli davanti a noi».

Poroshenko: «Prigionieri liberati entro 19 giorni»

Tutti i prigionieri di guerra del conflitto nel Donbass saranno liberati «entro 19 giorni» secondo una «formula tutti per tutti». Lo ha detto il presidente ucraino Petro Poroshenko. Che ha anche aggiunto di non avere acconsentito alla richiesta di concedere uno statuto federalista, né di autonomia per le regioni nell’est del paese rivendicate dai ribelli separatisti filorussi.

Mattinata al cardiopalma

Un accordo arrivato verso le 10, dopo che in avvio di mattinata c’era stata una doccia fredda sulle speranze di pace: «da Mosca condizioni inaccettabili». Parole pronunciate dal presidente ucraino Poroshenko mentre era in vista la firma di un documento d’intesa elaborato dopo trattative durate tutta la notte tra Putin, Poroshenko stesso, Merkel e Hollande per mettere fine a un conflitto che ha già causato oltre 5.000 vittime. Appunto: Putin – tra l’altro nervosissimo, tanto da spezzare una matita al tavolo – avrebbe posto «condizioni inaccettabili». Mentre un’agenzia Reuters affermava che i due leader separatisti avevano rifiutato di firmare l’accordo, i cronisti parlanovano di «volti tesissimi». Ma in avvio di mattinata è iniziata la tornata di colloqui bilaterali che ha riacceso la speranza. Una specie di partita a scacchi che ha visto gli incontri brevissimi ripersi nel giro di minuti: a due, a tre, poi ancora a quattro. Infine l’annuncio del «cessate il fuoco».

Anche l’Osce si unisce a colloqui

Anche il rappresentate dell’Osce, Heidi Tagliavini, si è unito ai colloqui del «quartetto Normandia» tornato a discutere a Minsk, dopo una breve pausa nei negoziati che vanno avanti da mercoledì sera. Lo riporta Ria Novosti. L’Osce fa parte del Gruppo di contatto che comprende anche i separatisti dell’Est Ucraina, rappresentanti di Kiev e di Mosca, anche loro tutti nella capitale bielorussa.

Da Fmi aiuti a Ucraina per 40 mld di dollari

È arrivata anche una notizia che in qualche modo può essere risultata importante nelle trattative. Il pacchetto totale di aiuti all’Ucraina sarà intorno ai 40 miliardi di dollari. Lo ha reso noto il numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, la quale precisa che i contributi verranno dall’Unione Europea e dai singoli Paesi. Il programma di aiuti sarà quadriennale.

La firma del documento

I quattro leader si sono fatti servire la colazione, dopo una lunga notte di tensioni e divisioni. I «quattro grandi» avevano in programma la firma di un documento di una dozzina di punti al termine del loro lungo summit notturno a Minsk, che si protrae dalle 20.30 ora locale (le 18.30 in Italia) di mercoledì. Lo riferisce alla Tass una fonte diplomatica vicina al negoziato per un nuovo piano di pace nel Donbass. «Non importa come sarà chiamato questo documento, ma è previsto che riguarderà particolari misure per risolvere la situazione, ossia 12 o 13 punti» ha aggiunto la fonte.

I leader a Minsk per il vertice «formato Normandia»

Il «niet» dei separatisti

I separatisti filorussiavevano inizialmente chiesto che le truppe dell’esercito ucraino si ritirassero dalla città orientale di Debaltsevo. Lo hanno riferito alcuni partecipanti ai colloqui di Minsk. Prima l’agenzia di stampa russa Tass aveva riportato, citando fonti anonime, che i separatisti avevano rifiutato di firmare l’accordo proposto durante i negoziati, mirati a trovare una soluzione alla crisi nell’Est dell’Ucraina. Poi anche loro hanno aderito all’accordo.