Ucraina, Obama: “Russia ha violato tutti gli impegni, suo isolamento aumenterà”

da Repubblica

La Russia “ha violato tutti gli impegni presi con gli accordi di Minsk” e “non può pretendere di ridisegnare le frontiere in Europa con il fucile puntato”. E’ perentorio il giudizio di Barack Obama sulla crisi ucraina, duro con Putin ma ancora possibilista per una soluzione pacifica della crisi scoppiata nell’est dell’Ucraina ormai da quasi un anno. Il presidente Usa è tornato sulla crisi nell’est dell’ex repubblica sovietica al termine di un incontro alla Casa Bianca con Angela Merkel. “La Russia – ha aggiunto Obama – “invece di ritirare i suoi soldati dalle regioni orientali ucraine ne ha inviati altri e inviato nuove forze di artiglieria”. Quindi il presidente americano ha ammonito il Cremlino: “Se Mosca insiste nel sostegno ai ribelli aumenterà il suo isolamento internazionale”. Nonostante i toni duri l’opzione diplomatica resta per l’inquilino della Casa Bianca la prima opzione: “L’aggressione russa ha rafforzato l’unità internazionale, che incoraggia una soluzione diplomatica”. Poi ha difeso le sanzioni che “resteranno fino a quando la Russia non darà segni di cambiamento”.

La cencelliera Angela Merkel, reduce dal lungo colloquio di venerdì con Vladimir Putin, continua a ripetere che per risolvere il conflitto nel Dobass “non sono possibili soluzioni militari”. Sembra dunque scongiurata, per il momento, l’ipotesi di un invio di armi letali dagli Usa a Kiev. Nei giorni scorsi diversi esponenti dell’amministrazione Usa hanno avvalorato questa ipotesi, considerata sbagliata da gran parte dei leader europei, Merkel in testa.

Un’ipotesi respinta con forza anche dal ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni che assicura che l’Italia “non condividerà né oggi né domani la risposta di chi scommette sulla opzione militare”.

Putin non accetterà nessun tipo di ultimatum sull’Ucraina. La temperatura torna a salire nell’est del paese dove gli sforzi diplomatici franco-tedeschi non sembrano per il momento portare a risultati significativi. E l’annuncio del Cremlino, che tuttavia ha smentito un ultimatum per mercoledì da parte della Merkel sul piano di pace france-tedesco, lo fa capire: il leader russo non sembra gradire la pressione che i leader occidentali stanno esercitando per risolvere definitivamente il conflitto nel Donbass.

L’altolà arriva proprio mentre il governo di Kiev denuncia che 1500 soldati russi hanno sconfinato nel corso del weekend entrando in territorio ucraino. Rischia dunque di saltare il vertice di Minsk previsto per mercoledì prossimo tra Poroshenko, Putin, Merkel e Hollande. Il piano di pace franco-tedesco per risolvere il conflitto nell’est dell’Ucraina, presentato venerdì al Cremlino, non sembra convincere Putin che è tornato ad accusare l’occidente di interferenza nella questione ucraina. L’accordo prevederebbe una zona demilitarizzata di 50-70 chilometri e una autonomia ancora maggiore per i cittadini russofoni dell’est dell’ex repubblica sovietica, ma sono ancora molti i nodi da sciogliere.

“La questione ucraina non è esplosa per colpa della Russia ma è una conseguenza dei tentativi degli Usa e dei loro alleati occidentali che si ritengono ‘vincitori’ della Guerra fredda di espandere dappertutto la loro volontà”, ha detto il leader russo in un’intervista al quotidiano egiziano Al-Ahram.

Incertezza sul vertice di Minsk è stata manifestata anche dal ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeir, “l’incontro non è ancora sicuro”. Il pericolo di un fallimento degli sforzi diplomatici resta dunque alto e il rischio di una ulteriore escalation del conflitto appare dietro l’angolo, nonostante tutti i leader occidentali ritengano che la situazione nell’Ucraina orientale possa risolversi solo per via diplomatica. “La priorità numero uno è che la situazione sul terreno migliori, il cessate il fuoco deve essere non solo deciso ma anche attuato”, ha detto l’Alto rappresentante per la politica Estera dell’Ue, Federica Mogherini, che ha confermato il sostegno di Bruxelles alla missione franco-tedesca.

Si muove anche l’Unione europea: i ministri degli Esteri hanno deciso “di mantenere il principio” dell’allungamento della ‘black list’ Ue per i separatisti ucraini ed i russi che li sostengono ma l’applicazione, come confermato dal capo della diplomazia francese Laurent Fabius, sarà vincolata ai risultati del summit di Minsk “se si terrà” ed è stata rinviata a lunedì prossimo. L’Unione europea ha in programma di organizzare per aprile una conferenza di donatori per raccogliere fondi a favore dell’Ucraina ma solo se Kiev sarà in grado di definire un dettagliato piano di investimenti da finanziare. L’obiettivo è raccogliere almeno 15 miliardi di dollari per rilanciare l’economia di Kiev, ridotta ai minimi termini dall’inizio della crisi con la Russia.

Tuttavia la strategia delle sanzioni economiche verso la Russia da parte della Ue incomincia a mostrare le prime crepe: la Spagna ha reso noto che le sanzioni imposte dall’Ue alla Russia sono costate ai Ventotto già 21 miliardi di euro di esportazioni, molto di più rispetto agli Usa che ha scambi commerciali limitatissimi con la Mosca (35 miliardi contro i 411,9 dell’Ue).
Merkel a Washington: l’incontro con Obama per la pace in Ucraina

In Ucraina 19 morti nelle ultime 24 ore. Nel Donbass intanto si continua a combattere. Nelle ultime 24 ore diciannove persone (nove soldati e dieci civili) sono stati uccisi da bombardamenti secondo quanto comunicato dalle autorità di Kiev. Mentre 26 sono i militari feriti. I colpi di artiglieria dei separatisti sono caduti sulle città di Avdiivka e Debaltsevo, i punti più caldi della linea del fronte negli ultimi giorni. Un sito ucraino ha riferito che due caccia dell’aviazione russa avrebbero bombardato l’importante crocevia ferroviario di Debaltsevo: i caccia, secondo la fonte, avrebbero colpito la 40esima brigata dell’esercito di Kiev, impegnata a fronteggiare l’avanzata dei separatisti filorussi.

A Donetsk un impianto chimico è stato colpito nella notte producendo un’esplosione così potente da essere udita in tutta la roccaforte dei separatisti del sud-est ucraino. Secondo il portavoce del ministero della Difesa dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, Eduard Basurin, ci sono dei feriti ma non si registra nessuna fuga di sostanze chimiche nell’atmosfera.