Lavrov agli Usa: «Conseguenze imprevedibili se riarmate Kiev»
da Corriere della Sera
Ore decisive per il futuro dell’Ucraina. Si saprà infatti se il piano di pace franco-tedesco presentato al presidente russo Vladimir Putin avrà possibilità di successo. Una serie di appuntamenti telefonici tra Parigi, Kiev, Mosca, Berlino e Washington, darà il via libera o meno all’accordo. In caso contrario si spalancherà un futuro fosco per Kiev e per l’Europa. «Non esiste alternativa alla soluzione diplomatica» in Ucraina ha detto l’alto rappresentante per gli affari internazionale dell’Ue Federica Mogherini alla conferenza di Sicurezza di Monaco.
Mogherini
La Mogherini ha poi aggiunto: «Non accetteremo compromessi sulle regole internazionali e sui principi». Mogherini ha sottolineato che nei rapporti con la Russia, l’Ue si è sempre relazionata in termini di «partnership, prosperità e sicurezza». Il progetto europeo non è «mai stato contro qualcuno». La risposta europea alla crisi, ha sottolineato, è stata agire come mediatori e fare «pressione economica» alla Russia, mantenendo al tempo stesso una linea di appoggio finanziario a Kiev. L’Ue ha già dato assistenza macroeconomica all’Ucraina per 1.800 milioni di euro, ma, ha detto Mogherini, «è necessario molto di più».
Lavrov
Dall’altra parte però, c’è chi, come il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov minaccia gli Stati Uniti, decisi ad armare Kiev che sembra vacillare sul piano militare messa in seria difficoltà dai separatisti appoggiati dall’esercito russo in azione nella regione anche se sotto mentite spoglie. Il piano, discusso a Washington, di fornire armi a Kiev potrebbe avere conseguenze imprevedibili e minare gli sforzi per una soluzione politica alla crisi ucraina: ha detto il capo della diplomazia russa che ha incontrato a Monaco il segretario di stato Usa John Kerry. Pronta la replica del capo della diplomazia statunitense: «Vi assicuro che non ci sono divisioni, noi siamo uniti, siamo uniti nella diplomazia e lavoriamo insieme, tutti d’accordo sul fatto che non possa esserci una soluzione militare».
Gran Bretagna
Ma se Washington al momento è più diplomatica, Londra usa parole molto più dure nei confronti della Russia e per bocca del ministro degli esteri Philipp Hammond dichiara: «Putin nei confronti dell’Ucraina si comporta come un tiranno della metà del ventesimo secolo. La Russia deve abbandonare la Crimea e cominciare a rispettare le leggi internazionali».