Il decreto che dice addio ai co.co.co.

L’entrata in vigore della nuova normativa sui licenziamenti (con qualche ritocco) è ormai data per fatta: bisognerà attendere i primi di marzo al massimo. Ora la vera partita del lavoro si gioca sul decreto attuativo della delega sul lavoro che riorganizzerà le varie forme di contratto. E qui la posta in palio (oltre a modifiche su contratti a termine e lavoro a chiamata) è anche la scomparsa dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa e dei contratti a progetto.

Per i «veri» autonomi la bozza del decreto per come è scritta oggi introduce per la prima volta alcune forme di tutela fondamentali. Garanzie in ordine a diritti fondamentali come la tutela della maternità-paternità e malattia, per cominciare. Ma non solo. Ai lavoratori autonomi verranno assicurate tutele contro abusi della situazione di squilibrio economico tra lavoratore e committente . Un paio di esempi: divieto di clausole contrattuali che consentano al committente una tempistica capestro dei pagamenti o recessi anticipati arbitrari. Nel modello messo nero su bianco dalla presidenza del consiglio anche una buona fetta di collaborazioni a progetto sarebbero ricondotte al tempo indeterminato. Fin qui i contenuti oggi allo studio. Ma per conoscere i contenuti del decreto bisognerà attendere la sua presentazione al consiglio dei ministri del 20 febbraio.