Investimenti diretti esteri, nel 2014 la Cina scalza gli Usa e diventa la prima destinazione

La Cina lo scorso anno è diventata la prima destinazione per gli investimenti diretti esteri (Fdi), superando gli Stati Uniti per la prima volta dal 2003.
E’ quanto emerge dai dati pubblicati dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad). In particolare, nel primo Paese emergente sono arrivati investimenti diretti esteri per 127,6 miliardi di dollari, in rialzo rispetto ai 123,9 miliardi di dollari del 2013.
Gli Stati Uniti sono finiti al terzo posto in classifica, dopo Hong Kong.
James Zhan, direttore per gli investimenti e le imprese presso l’Unctad ha osservato che “ci sono stati dei cambiamenti strutturali dei flussi in ingresso in Cina”, come ad esempio il passaggio da quelli legati al manifatturiero a quelli del settore servizi e da quelli “ad alta intensità di lavoro” a quelli “ad alta intensità di tecnologia”.

In realtà la Cina non avrebbe superato gli Stati Uniti se non fosse per l’acquisto da parte di Verizon Communications di Verizon Wireless, detenuto da Vodafone, per 130 miliardi di dollari. La transazione ha infatti contato come una riduzione degli investimenti diretti esteri negli Usa. Gli Stati Uniti, che sono comunque l’unica economia sviluppata tra le prime cinque destinazioni per gli di investimenti diretti esteri, potrebbero infatti tornare in cima alla classifica grazie ai recenti miglioramenti economici.
In totale gli Fdi da parte delle imprese sono diminuiti dell’8% rispetto al 2013 a quota 1.260 miliardi di dollari, sui minimi dal 2009, anno di recessione per l’economia. “Le società non sono ancora in ‘modalità crescita’”, ha precisato il direttore per gli investimenti e le imprese dell’Unctad. E la situazione non dovrebbe cambiare nemmeno quest’anno. L’agenzia dell’Onu ha infatti detto di non aspettarsi una ripresa significativa degli Fdi nel 2015.