Export extra-Ue in calo, crolla l’interscambio con la Russia

Francesca Gerosa per MilanoFinanza

L’import-export con i Paesi extra Ue a novembre ha registrato un avanzo commerciale di 2.715 milioni di euro (+2.343 milioni a novembre 2013). Il surplus nell’interscambio di prodotti non energetici è sceso a 5,6 miliardi (era di 6,2 miliardi a novembre 2013). A novembre, rispetto al mese precedente, i flussi commerciali con i Paesi extra-Ue hanno infatti mostrato dinamiche divergenti con un calo delle esportazioni (-1,8%) e un aumento delle importazioni (+1,9%).

Al netto dei prodotti energetici la diminuzione congiunturale dell’export (-0,4%) è stata meno sensibile. I prodotti intermedi (-2,7%) e, in misura meno rilevante, i beni strumentali (-0,3%) hanno concorso alla flessione delle vendite di prodotti non energetici. Le vendite di beni di consumo durevoli (+6,6%) sono, invece, risultate in forte espansione.

La crescita congiunturale dell’import è poi risultata, ad eccezione della contenuta flessione dei beni di consumo durevoli (-0,5%), diffusa a tutti i raggruppamenti principali di beni ed è più sostenuta per i beni strumentali (+4,4%) e i beni di consumo non durevoli (+2,9%).

Nell’ultimo trimestre la dinamica congiunturale dell’export verso i Paesi extra Ue è comunque stata ampiamente positiva (+3,2%) e investe tutti i raggruppamenti principali di beni, esclusa l’energia (-1,6%). Inoltre le vendite di beni strumentali sono in rilevante espansione (+7,8%).

Da segnalare tuttavia che è crollato anche l’interscambio commerciale con la Russia. Lo scorso mese, infatti, le vendite italiane in Russia hanno accusato un tonfo del 23,2%. Sulla stessa linea le importazioni (-23,6%). Il deficit commerciale dell’Italia nell’interscambio con la Russia si è attestato a 527 milioni di euro nei primi 11 mesi dell’anno.

Coldiretti lancia l’allarme. Le esportazioni di prodotti Made in Italy in Russia sono crollate del 23,2% a novembre e se il trend sarà mantenuto nel bilancio di fine anno l’Italia avrà perso quest’anno almeno 1,2 miliardi di export per effetto del crollo del rublo che ha reso meno convenienti gli acquisti ma anche per l’effetto dell’embargo e delle tensioni politiche che hanno frenato gli scambi.

Se i settori più colpiti sono chiaramente quelli interessati dall’embargo che ha sancito il divieto all’ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, perdite di quote di mercato considerevoli si registrano anche in altri importanti comparti.

Nei primi dieci mesi rispetto allo scorso anno le esportazioni sono scese in media del 10,5%, con cali anche più pesanti che hanno interessato alcuni settori chiave, dall’agricoltura (-25,8%) alle automobili (-45,4%), dai mobili (-7,5%) all’abbigliamento e accessori (-15,2%) fino agli apparecchi elettrici (-5,2%).

Nell’agroalimentare si sommano anche i danni indiretti dovuti alla perdita di immagine e di mercato provocata dalla diffusione in Russia di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il made in Italy. Lo stop alle importazioni di frutta, verdura, salumi e formaggi dall’Italia ha infatti provocato in Russia un vero boom nella produzione locale di prodotti made in Italy taroccati, dal salame Italia alla mozzarella “Casa Italia”, dall’insalata “Buona Italia” alla robiola Unagrande, ma anche la mortadella Milano o il parmesan Pirpacchi, tutti rigorosamente realizzati nel Paese di Putin.