Effetto Grecia, spread sull’altalena, Milano chiude in forte calo, -5,17%

Ansa

  

Piazza Affari chiude in forte calo. Il Ftse Mib lascia sul terreno il 5,17% a 22.569 punti. Sotto pressione i bancari con Mps che perde il 10,24%. Chiusura in netto calo per la Borsa di Londra. L’indice Ftse-100 cede l’1,97% a 6.620,48 punti. La Borsa di Francoforte chiude pesante con una perdita del 3,56%. L’indice Dax dei maggiori titoli ha chiuso a 11.083 punti. La Borsa di Parigi ha chiuso in calo del 3,74%. L’indice Cac 40 dei maggiori titoli è sceso 4.869 punti. Giornata nera per tutte le Borse europee: l’indice Stoxx 600, che contiene i principali titoli quotati nel Vecchio continente, ha ceduto il 2,69%, che equivale a 287 miliardi di euro bruciati in una seduta. Piazza Affari, con un calo del 4,99% dell’indice Ftse All share, ha ‘perso’ da sola quasi 30 miliardi di capitalizzazione.
Euro tiene, guadagna su dollaro a quota 1,119 – Cadono le borse e trema lo spread ma l’euro tiene. Dopo aver ripianato le perdite sul dollaro la moneta europea continua a rafforzarsi e alle 18.13 ha raggiunto quota 1,119 dollari con un guadagno del 206%. Alla stessa ora l’euro e’ scambiato a 137,11 yen con un guadagno dello 0,8%, e sulla sterlina a 0,709 con un guadagno dello 0,30%.
Spread Btp-Bund chiude a 159 punti – Lo spread Btp-Bund ha chiuso a 159 punti con i rendimenti del decennale italiano saliti a 2,38%. Dopo aver oscillato sull’asse dei 150 punti a metà pomeriggio il differenziale con i bond tedeschi ha ripreso a salire per fermarsi a 159 punti. I titoli spagnoli hanno chiuso a 154,6 punti di spread e un rendimento del 2,33%. Il bund ha chiuso con un guadagno dello 0,793%.
Wall Street procede in territorio negativo. Il Dow Jones perde l’1,29% a 17.716,00 punti, il Nasdaq cede l’1,54% a 5.002,12 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,34% a 2.073,32 punti.
Tonfo di Tokyo con Grexit, chiude a -2,88% – L’ipotesi Grexit, con l’uscita sempre più concreta di Atene dall’Eurozona, spaventa la Borsa di Tokyo che termina gli scambi con un tonfo del 2,88%: l’indice Nikkei brucia quasi 600 punti e si attesta a quota 20.109,95, a ridosso dei minimi intraday.

Il Nikkei accusa la perdita più pesante del 2015 coi timori del default del debito greco, più probabile dopo gli ultimi sviluppi del weekend che hanno visto il brusco stop del negoziato tra le parti coinvolte e l’annuncio del premier Alexis Tsipras di un referendum per il 5 luglio sui termini richiesti dai creditori per il salvataggio. I principali settori dei listini nipponici cedono terreno, a cominciare da quelli finanziari e assicurativi, appesantiti dal rafforzamento dello yen, valuta “rifugio” contro le turbolenze dei mercati. La Grecia, con il referendum dagli esiti incerti, deve rimborsare 1,6 miliardi di euro all’Fmi entro domani. Non aiuta il sentiment degli investitori la produzione industriale nipponica di maggio che è scesa a maggio del 2,2% sul mese precedente, scontando soprattutto il calo delle vendite di veicoli sul fronte domestico e su quello estero. Il dato, diffuso dal ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria, è peggiore delle attese medie degli analisti di circa lo 0,7% di contrazione. Il ministero ha tagliato il suo giudizio di base sulla produzione per la prima volta da giugno 2014 rimarcando la volatilità della situazione, priva “di una chiara direzione”.
Oro: sale con timori Grecia +1,1% – E’ corsa degli investitori verso i ‘beni rifugio’, sulle probabilità dell’uscita della Grecia dall’euro mentre ad Atene è scattato il controllo dei capitali. Le quotazioni dell’oro così salgono dell’1,1% a 1188,23 dollari riprendendosi dal ribasso della scorsa settimana quando un accordo fra i creditori e la Grecia sembrava vicino.
Euro giù 1,4% a 1,101 dollari – Giù le quotazioni dell’euro all’avvio dei mercati a causa della possibilità sempre più vicina di un’uscita della Grecia dalla moneta unica mentre ad Atene è scattato il controllo dei capitali. L’euro, sulla scia di quanto visto nella notte in Asia, cede l’1,4% verso il dollaro a quota 1,101 e perde terreno verso lo yen (-2,5%) e la sterlina (-1,23%).
Commissione Ue, ok restrizioni movimenti capitale – La Commissione Ue ha giudicato oggi “giustificate” in base a ragioni di sicurezza pubblica le misure restrittive sui movimenti di capitale adottate dalle autorità greche. E’ quanto si legge in una nota del commissario responsabile dei mercati finanziari Jonathan Hill. “Mentre le misure restrittive adottate risultano necessarie e proporzionate in questa fase – osserva il commissario Ue – la libera circolazione dei capitali deve comunque essere ristabilita il prima possibile” nell’interesse di tutti.