Grecia, Eurogruppo avanti senza Atene

Adnkronos
L’Eurogruppo, che ha effettuato una breve sospensione, prosegue senza la Grecia “per discutere le conseguenze” del rifiuto di Atene alla proposta dei creditori e “per preparare le azioni necessarie per salvaguardare la stabilità dell’area euro”. Ad annunciarlo è il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, confermando che l’attuale programma di salvataggio della Grecia scade il prossimo 30 giugno come “tutti gli accordi di finanziamento correlati al programma”, compresi i profitti della Bce sui bond greci. Il governo greco aveva chiesto ai ministri delle Finanze dell’area euro di estendere il programma per comprendere il referendum del 5 luglio.
“Il rifiuto dell’Eurogruppo di sostenere la nostra richiesta di estensione del programma per pochi giorni, per permettere ai greci di esprimere il proprio verdetto sulla proposta delle istituzioni”, specialmente considerando che probabilmente si sarebbero espressi “a favore”, sottolinea il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, “certamente danneggia la credibilità dell’Eurogruppo come unione democratica di Paesi membri e ho paura che questo danno sarà permanente”.
Comunque, rileva ancora Varoufakis, “il governo è assolutamente determinato a trovare una soluzione” e da qui al 5 luglio, giorno in cui è stato convocato il referendum, “si può continuare a negoziare giorno e notte” per arrivare ad un accordo migliore. L’ultima proposta presentata dai creditori due giorni fa, e che verrà sottoposta al voto dei greci, aggiunge, “non contiene alcun piano per instillare la speranza negli investitori e nei consumatori”.
Intanto, la Bce annuncia che sta monitorando “da vicino gli sviluppi” della situazione sul dossier greco e che riunirà il Governing Council ‘a tempo debito’, quando sarà necessario.
Sul tavolo dell’Eurogruppo, che è stato convocato in sessione straordinario per tentare di raggiungere un accordo sul piano di rifermo, c’erano le due proposte, quella del governo di Atene e quella dei creditori, ma la decisione del premier Alexis Tsipras di convocare un referendum sulla proposta il prossimo 5 luglio ha sparigliato le carte.
Il presidente dell’Eurogruppo si è detto “negativamente sorpreso” dalla decisione del governo greco di indire un referendum sulla proposta dei creditori sul piano di riforme di Atene. “Noi vogliamo che la Grecia rimanga nell’euro e abbiamo lavorato fino a ieri sera per avvicinare le due proposte. Le differenze fra le due parti sono ben chiare e molto limitate. Se c’è volontà, c’è un via e l’accordo è a portata di mano”, anche se oggi “è difficile”, ha commentato dal canto suo il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, entrando alla riunione dell’Eurogruppo.
Per il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble è “impossibile estendere il programma” di salvataggio della Grecia, in scadenza il 30 giugno, “senza continuare a negoziare” e “il governo greco ha lasciato il tavolo dei negoziati”. A chi gli chiedeva se nel corso della riunione si parlerà di un piano B, Schaeuble si è limitato a rispondere che “dobbiamo parlare della situazione”.
“Serve un approccio bilanciato” alla crisi greca “con le riforme strutturali da parte della Grecia, mentre le istituzioni, da parte loro, devono sostenere finanziariamente il Paese e agire sul debito. Continuiamo a lavorare su questo”, ha detto invece la direttrice del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, secondo la quale le istituzioni creditrici della Grecia sono “unite e si sono sempre mostrate flessibili sulla situazione greca. Bisogna ristabilire la stabilità del sistema economico greco e la sua indipendenza nella capacità di finanziarsi”, ha aggiunto.