Kuwait, attentato kamikaze dell’Isis a moschea sciita: 16 morti
Nello stesso giorno in cui il terrorismo colpisce in Francia e in Tunisia, un terzo attentato viene rivendicato dall’Isis contro una moschea sciita a Kuwait City. L’attacco avviene durante la preghiera del venerdì, il secondo di Ramadan, quando il luogo sacro è pieno. Almeno 16 i morti, secondo quanto riferisce all’Associated Press il paramedico e attivista per i diritti umani Abdelrahman al-Yusef. L’uomo, che parla da Kuwait City, riferisce di uomini e bambini tra le vittime, di diverse persone che mancano ancora all’appello e di almeno 179 feriti curati finora dai medici.
L’attentato
Secondo i testimoni oculari, un uomo è entrato nella moschea con indosso una cintura esplosiva e si è fatto saltare in aria al grido di «Allah è grande», ripetuto tre volte. La moschea Al-Imam al-Sadeq sarebbe stata scelta come obiettivo perché «diffondeva gli insegnamenti sciiti tra la popolazione sunnita». L’Isis ha rivendicato la responsabilità in un post sui social network, in cui l’attentatore viene identificato come Abu Suleiman al-Muwahed. Gli sciiti rappresentano circa il 30% della popolazione del Kuwait, che è complessivamente di 1,3 milioni di abitanti.