Grecia, la controproposta dei creditori smonta il piano di Atene. Pensioni, Iva e tasse alle imprese nel mirino

Beda Romano e Alessandro Merli per Il Sole24Ore

La partita sulla Grecia si complica di nuovo tra veti incrociati. Atene si è vista bocciare la sostanza delle misure proposte per convincere Ue e Fmi a sbloccare nuovi aiuti, e successivamente ha a sua volta già respinto le loro contro offerte. Il documento è stato reso pubblico dal Financial Times. Nodi del contendere, ora, sono gli aumenti dell’Iva, su cui la Grecia resiste, e il suo eccessivo ricorso ad aumenti generalizzati delle tasse (in particolare a carico delle imprese), al posto di tagli alla spesa, per effettuare il risanamento dei conti. Altro aspetto del piano greco fortemente criticato dai creditori la manovra sulle pensioni, ritenuta insufficiente. Per ottenere risparmi pari all’1% del pil (pari a circa 1,8 miliardi di euro), l’ex Troika chiede al governo di Atene di mettere pesantemente mano alla bozza dell’ultima proposta . A cominciare dall’innalzamento dell’età pensionistica a 67 anni entro il 2022 e non il 2025 come proposta da Atene (originariamente era il 2036). Sarebbe possibile andare in pensione a 62 anni ma solo per chi ha 40 anni di contributi. Insomma, ua nuova improvvisa virata dei negoziati che ha rimesso subito in allarme i mercati .

Alexis Tsipras ha sostenuto che queste bocciature non hanno precedenti negli altri programmi di aiuto e che «l’insistenza di alcune istituzioni» dimostra che «o non vogliono un accordo, o non vogliono gli interessi della Grecia». Il premier ellenico ha mostrato pubblicamente tutta la sua frustrazione via Twitter: «Il fatto che le istituzioni continuino a respingere le misure equivalenti proposte dal governo greco non è mai successo prima, né con l’Irlanda, né con il Portogallo», ha scritto prima di partire per Bruxelles. Secondo gli osservatori, il riferimento è al Fmi, che viene accusato di bloccare la trattativa tra Atene e i suoi creditori in un momento cruciale, mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno per il rimborso di 1,6 miliardi allo stesso Fondo.
Tsipras è tornato, quindi, a Bruxelles per incontri con il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, il capo della Bce Mario Draghi e la direttrice del Fmi Christine Lagarde, mentre stasera si svolgerà un nuovo Eurogruppo in preparazione del Consiglio europeo di domani. La riunione dei ministri finanziari comincia alle 19 e a meno di sorprese all’ultimo minuto si svolgerà una lunga discussione per trovare un minimo comune denominatore. Le posizioni sono ancora distanti su diversi punti importanti e a quanto risulta al momento l’incontro ristretto ad alto livello politico fra Juncker, Draghi, Lagarde, Dijsselbloem e Tsipras non ha portato a novità.
Intanto il governo di Berlino ha avvertito: resta ancora «molta strada da fare», ha affermato il portavoce del ministero delle Finanze, in piena sintonia con il presidente dell’Eurogruppo Dijjselbloem. Fonti Ue, però, insistono che i capi di Stato e di governo vogliono raggiungere un accordo entro domani, parole confermate anche dal ministro italiano dell’Economia Padoan.
Ma l’agenzia di rating Standard & Poor’s avverte: i limitati progressi nelle trattative tra la Grecia e i creditori visti fino a oggi suggeriscono che l’uscita di Atene dalla zona euro sia possibile.