Turchia al voto, il potere del ‘sultano’ Erdogan in bilico
Ansa
Le urne si sono chiuse questo pomeriggio alle 17.00 ora locale alle cruciali elezioni politiche turche. I primi risultati parziali non dovrebbero essere resi noti prima delle 19-20. Gli occhi sono puntati questa sera in particolare sul risultato del Hdp, il ‘Podemos curdo’ di Selahattin Demirtas, che se riuscirà a superare lo sbarramento del 10% potrebbe impedire al partito islamico Akp di raggiungere i 330 seggi su 550 necessari per cambiare la costituzione e imporre una superpresidenza come chiede il capo dello stato Recep tayyip Erdogan. Se inoltre il risultato degli altri due partiti di opposizione, Chp e Mhp, sarà migliore del previsto, l’Akp potrebbe vedere minacciata anche la maggioranza assoluta di 276 seggi che dal 2002 gli ha consentito di governare da solo il paese.
Oltre 53 milioni di elettori turchi sono chiamati al voto oggi per eleggere il nuovo parlamento e decidere il nuovo assetto politico del paese. Queste elezioni sono considerate le più importanti dalla fondazione della repubblica nel 1923. Le elezioni si svolgono in un clima teso, nel timore di nuove violenze dopo l’attentato che venerdi sera ha colpito un comizio del partito curdo Hdp a Diyarbakir. Circa 400mila agenti sono in servizio in tutto il paese.
Già questa mattina si sono verificati i primi incidenti. Secondo quanto riferisce l’agenzia Dogan, nella provincia sudorientale di Sanliurfa 15 persone sono rimaste ferite in uno scontro nei pressi di un seggio elettorale in cui sarebbero stati branditi anche pistole e coltelli. Oltre 100mila sono invece i cittadini mobilitati per controllare le operazioni di spoglio alla luce dei forti timori di brogli emersi in questi giorni. “Lavorerò fino al mattino per assicurarmi che le misure di sicurezza funzionino”, ha detto oggi dopo aver votato il ministro uscente dell’Energia Taner Yildiz, che lo scorso anno attribuì all’ingresso di un gatto in una centralina elettrica il blackout in 22 province durante lo spoglio del voto amministrativo.
Erdogan, “affluenza alta, democrazia forte” – “L’affluenza sembra essere alta, è l’indicazione di una democrazia forte. Andare a elezioni regolari e non anticipate è un segnale di stabilità”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan dopo aver espresso il suo voto in un seggio di Uskudar, sulla sponda asiatica di Istanbul, per le elezioni politiche di oggi. Sebbene non sia candidato, il voto è considerato da molti un referendum su di lui.