Grecia si muove, Tsipras: presentata proposta di accordo
Ansa
Preoccupa la crisi greca e sono giorni di lavori intensi per i leader che vogliono evitare il default di Atene in vista di venerdì, giorno della scadenza della rata del Fmi. Nella notte si è svolto a Berlino un super vertice con Merkel-Draghi-Hollande-Lagarde e Juncker. E intanto il premier Tsipras annuncia la sua proposta di accordo.
Tsipras, presentata proposta di accordo – Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha detto che la Grecia ha presentato una proposta di accordo con i creditori nella notte di ieri.
Tsipras non ha dato dettagli sul documento presentato limitandosi a dire che contiene “proposte realistiche”. Parlando all’emittente statale Nerit Tv – riferisce Bloomberg – Tsipras ha ribadito che ora la “decisione spetta alla leadership politica dell’Europa” e si è detto convinto che i leader europei saranno realistici.
Ue: lavoro prosegue, ancora non ci siamo – “Il lavoro tecnico sui negoziati prosegue, ancora non ci siamo”: lo ha detto la portavoce dei commissari Ue Moscovici e Dombrovskis spiegando che in queste ore le istituzioni e la Grecia si stanno scambiando “molti documenti”, ed è “un buon segno”.
Merkel-Draghi-Lagarde, lavoro continui con intensità – ”Il lavoro deve continuare con maggiore intensità”. E’ questo il messaggio che arriva dal vertice d’emergenza sulla Grecia convocato a Berlino e al quale hanno partecipato Mario Draghi, Angela Merkel, Christine Lagarde, Francois Hollande e Jean-Claude Juncker.
I leader si sono incontrati in serata a Berlino per discutere lo stato ”attuale delle trattative in corso fra le istituzioni e il governo greco. Si sono detti d’accordo sul fatto che il lavoro deve ora continuare con maggiore intensita’. I leader sono stati in stretto contatto negli ultimi giorni e vogliono rimanerlo nei prossimi”.
Stampa, creditori preparano nuova proposta per Atene – I rappresentanti dei creditori stanno mettendo a punto una nuova proposta da presentare alla Grecia nel tentativo di superare l’impasse negoziale e sbloccare nuovi aiuti prima della scadenza di venerdì prossimo, quando Atene dovrà rimborsare 300 milioni di euro al Fmi. Lo scrive Bloomberg citando fonti vicine al dossier secondo cui la decisione in tal senso sarebbe stata presa dopo il vertice di ieri tra i leader di Germania, Francia, Commissione europea, Fondo monetario internazionale e Bce.
Grecia ripagherà 300mln a Fmi il 5 giugno se ci sarà accordo – La Grecia farà un pagamento di 300 milioni di euro per al Fondo Monetario Internazionale (Fmi) venerdì 5 giugno se entro quel giorno avrà raggiunto un accordo con i creditori anche qualora non ricevesse in tempo ulteriori aiuti. Lo riferiscono i media ateniesi citando dichiarazioni fatte da una fonte vicina al governo ellenico.
La partita greca è alle battute finali, l’ipotesi di un default venerdì, quando scade la nuova rata Fmi, spaventa e costringe i vertici dell’Ue a scendere in campo: Draghi, a sorpresa, raggiunge Merkel e Hollande, già riuniti a Berlino, per trovare una soluzione all’impasse e mettere fine a quei negoziati tecnici che finora hanno fatto pochi progressi e portato via troppo tempo. Dopo i molti avvertimenti dell’Europa ad Atene, il tempo ora sta per scadere sul serio, nonostante la Commissione europea, mediatrice nella partita tra Atene e le altre capitali, abbia spostato la scadenza a fine giugno per far guadagnare tempo ai negoziati: “C’è una sola scadenza ed è il 30 giugno quando termina il programma di aiuti”, ha detto la portavoce del presidente Jean Claude Juncker, anche lui oggi a Berlino per vedere la cancelliera e Hollande, ma non presente all’incontro con Draghi. Ma il default della Grecia, incubo per tutta l’Eurozona, potrebbe scattare già venerdì se non si corre ai ripari: Atene deve rimborsare 300 milioni di euro al Fondo monetario internazionale, ma ancora non sa come e se quel giorno riuscirà a pagare. Ha detto che lo farà, ma la fiducia dei creditori è molto scarsa, visto che già per l’ultima rata ha dovuto accedere ai fondi d’emergenza depositati presso il Fondo, che ha autorizzato l’operazione purché venga rimborsato entro un mese. Per scongiurare lo scenario peggiore, Draghi, Merkel e Hollande valutano le possibili opzioni. Finora nessuno ha voluto cedere alle richieste di Tsipras, che voleva portare il confronto dal piano tecnico a quello politico. Ma nessuno ha voluto nemmeno dargli un vero ultimatum, cioè una proposta ‘prendere o lasciare’. Ed è a questo scenario che potrebbero lavorare i tre a Berlino, ipotesi già circolata qualche settimana fa. Il confronto sul piano politico sarebbe molto più duro, e dall’esito incerto, soprattutto dopo le accuse di Tsipras su Le Monde contro i creditori che fanno “assurde proposte” ad Atene, noncuranti della scelta democratica dei cittadini. Cedere alle richieste e alle teorie del Governo Syriza sarebbe inaccettabile per tutti gli esecutivi dell’Eurozona. Il tentativo resta quindi evitare lo scenario peggiore. Perché la Grexit “è sicuramente possibile” ma non “auspicabile”, ha detto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan al Festival dell’Economia di Trento, soprattutto perché “nessuno può dire oggi come si potrebbe gestire” un’uscita di Atene. Il ministro resta però convinto che un accordo sia vicino, ed è quello che auspicano anche le istituzioni europee, del tutto impreparate in caso di default di un Paese della moneta unica. La linea dura di Tsipras, che nel suo intervento su Le Monde ha ribadito di non voler recedere dalle sue ‘linee rosse’, è dovuta anche al duro confronto in atto dentro Syriza. Prova ne è la vicenda della candidata scelta dal Governo per rappresentare la Grecia al Fmi, l’economista Elena Panaritis, socialista del Pasok, costretta a dimettersi dopo la levata di scudi di oltre 40 deputati di Syriza che considerano le sue opinioni “in conflitto con il programma del partito”.