Confindustria, parola a Squinzi. Renzi va a Melfi da Marchionne

Ansa

L’assemblea di Confindustria sarà un omaggio a Expo 2015, eccezionalmente in ‘trasferta’ all’esposizione universale di Milano dove l’associazione degli industriali inaugurerà anche la sua mostra-evento Fab Food. In platea non ci sarà il premier Matteo Renzi che sarà invece a Melfi con Sergio Marchionne, il manager che ha portato Fiat fuori da Confindustria. Il Governo ci sarà, e con cinque ministri: sul palco salirà come consuetudine il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi (ex leader dei giovani imprenditori), ed in platea sono attesi Giuliano Poletti, Angelino Alfano, Gian Luca Galletti, e Maurizio Martina. “E’ giusto che Renzi vada a Melfi a dare un peso ad un grande investimento per il paese”, commenta il vicepresidente di Confindustria, Carlo Pesenti: del resto “non c’era neanche lo scorso anno”; Uno schiaffo agli industriali? “Ma no”. Sono duemila gli invitati attesi per quella che non sarà solo ‘la giornata di Confindustria in Expo’. E’ l’ultima assemblea da presidente per Giorgio Squinzi che chiuderà così il suo terzo anno alla guida dell’associazione degli industriali e traccerà l’agenda degli ultimi dodici mesi del suo mandato. E’ anche il punto di svolta per la messa a regime definitiva della riforma del sistema associativo voluta dalla presidenza Squinzi e disegnata dalla Commissione guidata da Carlo Pesenti, con una nuova governance che comporta anche un diverso peso dei voti per la sfida del 2016 alla nuova presidenza: le diplomazie sono già al lavoro, così come già da mesi circolano le prime indiscrezioni sui possibili candidati, ma è probabilmente solo da dopo l’estate che si entrerà nel vivo. 

Intanto oggi sarà per Giorgio Squinzi l’occasione per ribadire ancora il pressing degli industriali sul Governo perchè porti avanti tutte le riforme annunciate; e sarà il palco da dove il presidente di Confindustria lancerà ai leader sindacali – attesi in platea – la sfida a confrontarsi per definire “regole radicalmente nuove” per i contratti, come ha preannunciato venti giorni fa alla platea di associati dell’assemblea privata che, a porte chiuse, ogni anno anticipa l’assembla pubblica di fine maggio. Il 2015-2016 di Confindustria non sarà solo un anno di transizione, si preannuncia invece di lavoro intenso: nei prossimi 12 mesi, ha garantito lo stesso Squinzi agli associati mettendo indirettamente a tacere le voci dei mesi scorsi sulla possibilità che lasciasse in anticipo, il leader degli industriali continuerà con “una azione decisa a favore del processo di riforme”. Su Expo Confindustria ci ha scommesso, “ha scelto di esserci, di metterci anima e faccia”, come ha sottolineato Squinzi. Il cuore della presenza degli industriali all’esposizione sarà Fab Food, “la fabbrica del gusto italiano” lungo il cardo di Padiglione Italia: cultura, impresa, istituzioni, insieme per una mostra multimediale (900 metri quadri su due livelli) sul valore dell’alimentazione industriale, con anche un percorso stile luna park. Un progetto curato dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, e che vede il ministero della Salute affiancare come partner istituzionale Confindustria e 10 associazioni del sistema di via dell’Astronomia. All’assemblea anche l’anteprima di un video celebrativo dell’industria italiana realizzato dalla Rai e presentato dal dg Luigi Gubitosi.

Renzi a Squinzi,segni solidi di svolta, lavoriamo uniti – Il premier Matteo Renzi scrive al leader di Confindustria, Giorgio Squinzi: chiarisce il perchè della sua assenza all’assemblea degli industriali, a Expo; ma soprattutto parla di economia, del percorso di uscita dalla crisi, e con un invito forte a lavorare “insieme, uniti”. “Stiamo finalmente vedendo i segni solidi di una svolta del ciclo economico, con export che si rafforza e con la domanda interna che sta recuperando”, rileva. Poi l’invito agli industriali: “Dobbiamo ritrovare slancio e fiducia, guardare al futuro con l’ottimismo di chi è consapevole della propria dedizione e del proprio impegno, ma soprattutto continuando a lavorare, insieme, uniti per il bene del nostro Paese e per un’Europa che anch’essa rimetta finalmente al centro gli obiettivi di rilancio dello sviluppo, della manifattura e dell’economia reale”. 

A Squinzi, Renzi dice di condivere l’obiettivo che ha messo al centro del suo mandato: quello del recupero della centralità del manifatturiero nella nostra economia: “Un paradigma – garantisce – che il governo condivide pienamente e su cui sta concentrando il suo impegno con riforme e misure che puntano a rafforzare la competitività del nostro sistema industriale”. Il premier lo fa elencando le riforme, dal mercato del lavoro, a giustizia, burocrazia, fisco; dalla nuova legge Sabatini per il rilancio degli investimenti a incentivi alle ristrutturazioni e bonus mobili, ed al sostegno all’internazionalizzazione con il piano per il made in Italy. Nelle prime righe un cenno all’assenza all’appuntamento di Milano (quando sarà invece con Sergio Marchionne allo stabilimento di Melfi): “In questi giorni sono impegnato in un lungo viaggio nelle regioni italiane, in particolare nel Mezzogiorno, su cui il governo sta focalizzando i suoi sforzi perché il rilancio dell’economia di questa area, fortemente indebolita dalla crisi, è essenziale”. E di Expo sottolinea la “sfida vinta”.