Paolo Guerrieri: “Grexit è gravissima, da Atene basta dilettantismi”
Adnkronos
L’uscita della Grecia dall’area euro “è un fatto gravissimo per i cittadini greci e lo è anche per l’eurozona” ma soprattutto “direi che è ‘disperante’ che il ministro Varoufakis se ne esca ora con l’affermazione che sarebbe ‘una catastrofe‘”. L’economista della Sapienza Paolo Guerrieri non usa mezzi termini, parlando con l’Adnkronos, nella sua analisi sul rischio Grexit ancora più forte dopo la conferma di oggi del ministro dell’Interno Nikos Voutsis sulle ‘casse vuote’ di Atene, tanto vuote da spingerlo ad annunciare che non si potranno pagare le rate del prestito del Fmi. “C’è stato troppo dilettantismo e irresponsabilità non solo di Varoufakis m a del Governo greco, di Tsipras, nei negoziati con le istituzioni internazionali” afferma Guerrieri. Atene “ha tirato la corda ed ha continuato a tirarla. Forse Tsipras, forse Varoufakis, hanno pensato di avere un potere di ‘ricatto’ che però è davvero poco fondato” dice l’economista che non nasconde anche gli errori della controparte, “l’eurogruppo, la cosidetta Troika” che, a sua volta, “non ha condotto bene il dialogo, con la Germania troppo spinta in avanti”.
Forse, è l’analisi dell’economista, qualche margine per evitare il default di Atene “c’è ancora e lo vedremo la settimana prossima al G7 di Dresda”. Si vedrà, spiega Guerrieri, “se ci sarà un cambio di passo di Tsipras che deve dare segnali nuovi, affrontare i capitoli forti delle riforme, come la previdenza, le pensioni ed il lavoro“. Ma soprattutto, avverte Guerrieri, “deve smetterla di raccontare ai greci un’altra storia rispetto a quella reale e di parlare di condizioni disonorevoli” negli accordi. “Il 70% dei greci vuole rimanere nell’euro. Il premier -esorta l’economista- spieghi ai suoi cittadini che ci sono dei sacrifici da fare ma che eviterebbero un disastro sociale, politico ed economico” alla Grecia.
L’effetto Grexit sarebbe comunque “una sconfitta per tutti, una sconfitta generale” perché, sottolinea Guerrieri, “le conseguenze si farebbero sentire in tutto l’eurogruppo”. Molto chiaro, continua l’economista, è stato il Governatore della Bce, Mario Draghi, “a parlare di acque inesplorate”, ed “il problema è assolutamente oggettivo: questa situazione della Grecia si deve sbloccare e in pochi giorni perché il rischio è molto concreto”. Se la Grecia dovesse uscire dall’euro, spiega Guerrieri, “l’eurogruppo dovrebbe evitare il contagio ma non solo”. Certo la Bce sta offrendo “con il Qe una rete di protezione ma il pericolo è in prospettiva. Se si sancisce che un Paese può uscire dalla moneta unica, si rompe la fiducia degli investitori sull’irreversibilità dell’appartenenza all’area euro e in prospettiva tutto ciò sarebbe drammatico”, specie se si dovesse arrivare ad una nuova fase di crisi. “Tutti i Paesi esposti con i conti pubblici, quindi anche il l’Italia, sarebbero più fragili” ma, ribadisce Guerrieri, “per i greci sarebbe davvero una catastrofe sociale, politica ed economica”.