Ancora non decolla Jobs act, disoccupazione arriva al 13%
Adnkronos
Dopo i cali registrati a dicembre e a gennaio e la lieve crescita a febbraio, a marzo il tasso di disoccupazione sale ancora di 0,2 punti percentuali, arrivando al 13,0%. Su base mensile i disoccupati aumentano dell’1,6% (+52 mila). Nei dodici mesi il numero è cresciuto del 4,4% (+138 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,5 punti. E’ quanto emerge dai dati provvisori diffusi dall’Istat.
Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo gennaio-marzo 2015 risultano in calo sia il tasso di occupazione (-0,1 punti percentuali) sia il tasso di disoccupazione (-0,2 punti), a fronte di una crescita del tasso di inattività (+0,2 punti). A marzo il numero di giovani disoccupati, mostra una lieve crescita su base mensile (+8 mila, pari a +1,2%). L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari all’11% (cioè poco più di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza cresce nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali.
Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati) è pari al 43,1%, in crescita di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. Il numero di giovani inattivi è in calo dello 0,3% nel confronto mensile (-11 mila). Il tasso di inattività dei giovani tra 15 e 24 anni diminuisce di 0,1 punti percentuali, arrivando al 74,5%. A marzo 2015 si registrano variazioni di lieve entità rispetto al mese precedente della partecipazione al mercato del lavoro dei giovani tra 15 e 24 anni. L’occupazione dei giovani 15-24enni è sostanzialmente stabile nell’ultimo mese. Il tasso di occupazione è pari al 14,5%.
Intanto, si arresta in Italia la deflazione. L’indice dei prezzi al consumo fa registrare una variazione nulla ad aprile rispetto, mentre sale dello 0,3% su base mensile.
L’ha ribloggato su ABC Economics – Abbiamo Bisogno di Crescita.
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L’Italia non è mai stata molto abile nel creare posti di lavoro (i lavoratori non sono quasi variati in numero in questi vent’anni, erano pochi e restano pochi). La novità del momento è l’esplosione del numero di coloro i quali cercano un lavoro senza trovarlo: i disoccupati. E’ un indicatore di miseria piuttosto evidente, e dubito che i circoli del potere romano siano davvero interessati ad intervenire.
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