WHIRLPOOL-INDESIT, ANNUNCIATI IN TUTTO 1.350 ESUBERI
A luglio 2014 la multinazionale Usa aveva acquistato l’azienda marchigiana
Sono 1350 gli esuberi per Indesit, di cui 1200 nelle fabbriche e 150 nei centri di ricerca. E’ la decisione della multinazionale americana di elettrodomestici Whirlpool dopo l’incontro con i sindacati al ministero dello Sviluppo economico per la presentazione del piano di integrazione con l’azienda della famiglia Merloni acquisita a luglio scorso.
Il Governo esprime forte contrarietà
Il Governo ha “espresso forte contrarietà per gli aspetti legati agli impatti occupazionali inerenti diversi siti produttivi” presenti nel piano presentato dai vertici di Whirlpool per l’integrazione con Indesit. a precisarlo è stata una nota del Ministero dello Sviluppo, che ha “chiesto all’azienda di confermare l’impegno a non procedere a
licenziamenti unilaterali”.
Whirlpool: investimenti per 500 milioni in quattro anni
Whirlpool annuncia anche investimenti per 500 milioni in quattro anni. ‘L’Italia sarà al centro delle strategie di lungo periodo dell’azienda”, afferma il gruppo in una nota emessa al termine dell’incontro al Mise. I nuovi investimenti “eccedono largamente gli 83 milioni di euro messi a disposizione da Indesit nel 2013 “.
Gli stabilimenti
La decisione, annunciata dalla Uilm Nazionale, prevede la chiusura degli stabilimenti Indesit di Carinaro, nel Casertano, di None, in provincia di Torino (90 addetti tra magazzino e ricerca) e la cessazione di quello di Fabriano.
Lavoratori e sindacati: “Siamo sbigottiti”
Oggi, la parola d’ordine allo stabilimento campano è ‘sbigottimento’: solo due anni c’era stata la chiusura dell’altro insediamento gemello di Teverola che era costato quasi 200 esuberi. I circa 800 dipendenti hanno bloccato la produzione dando, così, vita a uno sciopero immediato.
Negli stabilimenti della Whirlpool-Indesit del Fabrianese è scattato lo stato di
agitazione dopo l’annuncio dei 1.350 esuberi in Italia da parte dell’azienda. Ne dà notizia Fabrizio Bassotti, della Fiom. “Assemblee in sciopero per le prime valutazioni con i lavoratori e proclamato lo stato di agitazione. Lunedì ci sarà il primo incontro di coordinamento nazionale con la presenza della multinazionale Usa”.
“Whirlpool – riferisce Gianluca Ficco, coordinatore di settore della Uilm nazionale, al termine dell’incontro Mise – prevede un piano di investimenti di cinquecento milioni in quattro anni con una prospettiva di un incremento dei volumi produttivi complessivi in Italia, ma ha dichiarato 1.350 esuberi, di cui 1.200 nelle fabbriche e 150 nei centri ricerca”.
“Il piano prevede di converso – spiega il sindacalista – la crescita di alcune fabbriche, in particolare quella di Varese dove si preannuncia un incremento occupazionale di 280 persone, e quella di Melano, dove sarebbe di nuovo concentrata la produzione dei piani cottura”.
“Noi abbiamo espresso il nostro più profondo dissenso – conclude Ficco – ed abbiamo chiesto a Whirlpool di rispettare gli accordi pregressi, compreso quello ereditato da Indesit e firmato proprio in sede ministeriale poco più di un anno fa, secondo cui tutte le fabbriche hanno una missione produttiva e fino al 2019 nessun lavoratore può essere licenziato. Confidiamo che il Governo ci aiuti a far rispettare quell’intesa di cui esso stesso fu parte”.
Presidente Regione Marche Spacca: “Singolare l’esclusione delle Regioni”
“Se le indiscrezioni venissero confermate ufficialmente, il giudizio sarebbe netto: il piano Whirlpool va cambiato e debbono essere rispettati gli impegni dell`accordo del 2013. La chiusura dello stabilimento di Albacina non è accettabile”. Così il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, ha commentato le notizie relative al piano industriale di Whirlpool.
“E` singolare – ha proseguito Spacca – che su una vicenda di tale rilevanza il governo nazionale abbia escluso la partecipazione delle Regioni.
Nuovo incontro il 20 aprile
Il prossimo incontro fra sindacati e Whirlpool è previsto lunedì 20 a Roma, per l’illustrazione più particolareggiata del piano.