Meridiana, no dei sindacati al Governo
da La Nuova Sardegna
OLBIA. Il futuro di Meridiana e dei suoi lavoratori è sempre più incerto. Il fallimento del vertice di ieri a Roma tra Governo, azienda e sindacati, convocato per cercare un possibile rilancio della compagnia di Olbia, è solo l’ultima conferma di una tendenza negativa in corso da anni. Ora ci sarà un secondo appuntamento, forse tra meno di una settimana, ma le possibilità di accordo sono basse.
Cerchiamo di capire perché. I dipendenti del gruppo Meridiana (1500 nella compagnia, 300 nell’hangar) hanno la cassa integrazione (ottenuta 4 anni fa) in scadenza tra aprile e giugno. Il Governo – con il ministro Guidi (Sviluppo) e il sottosegretario Bellanova (Lavoro) – ha trovato una soluzione. Ha bocciato il piano di Meridiana dell’ad Creagh (solo sette aerei, tutti in Sardegna), ha imposto all’azienda un altro anno di cassa integrazione (l’azienda non la voleva, perché voleva licenziare; i sindacati l’hanno sempre chiesta); ha detto che in questo anno di tempo Meridiana deve proporre un piano industriale serio; si è impegnato a trovare un socio all’Aga Khan, dopo aver ottenuto il suo via libera; ha chiesto ai sindacati di rivedere, sempre in questo tempo, i contratti di piloti e assistenti di volo.
La bozza dell’accordo andava bene a tutti i sindacati, ma poi, soprattutto Cgil nazionale e Usb, hanno introdotto una richiesta: dentro l’accordo deve esserci Air Italy, la compagnia controllata da Meridiana. Un unico gruppo, un unico piano industriale, un’unica lista del personale. L’intesa è saltata lì. Meridiana ha detto no. Il Governo ha detto no e ha sostenuto le posizioni dell’azienda. Tanto è vero che la Bellanova (non più la Guidi) fino a notte fonda ha cercato di convincere i sindacati a firmare l’accordo senza Air Italy. Inutilmente. Unica via d’uscita, un altro incontro la prossima settimana. Come trovare l’accordo tra Governo e sindacati, visto che l’azienda ha detto di non voler tornare indietro su Air Italy? Al momento, impossibile saperlo.
