Cina: “corrotto e spia”, incriminato l’ex capo sicurezza
Agi Economia
L’ex capo della sicurezza cinese Zhou Yongkang e’ stato incriminato per abuso di potere, rivelazione di segreti di Stato e corruzione. Lo ha riferito l’agenzia Xinhua. Zhou, gia’ membro del Politburo del Partito comunista, e’ il funzionario piu’ alto in rango trascinato davanti a un tribunale dagli anni Ottanta. Zhou Yongkang era stato espulso lo scorso anno stato espulso dal PCC (Partito Comunista Cinese) al termine di una riunione del politburo, e fu arrestato. E’ stato membro del Comitato Permanente del Politburo fino al novembre 2012, quando ha lasciato la carica per raggiunti limiti di eta’ assieme alla classe dirigente guidata dall’ex presidente Hu Jintao e dall’ex primo ministro, Wen Jiabao.
Zhou, 71 anni, ha passato gran parte della sua carriera ai vertici dell’industria petrolifera prima di ascendere ai piani piu’ alti della politica cinese, nel 2007, con la carica di segretario del Comitato per gli Affari Politici e Legislativi del Comitato Centrale del PCC. In precedenza era stato vice ministro del Petrolio, dal 1985 al 1988, e per un breve periodo, tra il 1998 e il 1999, ministro della Terra e delle Risorse. Nel 2002 era stato nominato ministro della Pubblica Sicurezza, carica che ha ricoperto fino all’ascesa al Comitato Permanente. Uomo duro, noto per la tempra d’acciaio che – ormai ultra-sessantacinquenne – lo portava a esibirsi in flessioni sulle braccia torso nudo di fronte ai soldati, Zhou Yongkang e’ stato per anni a capo della Polizia Armata del Popolo, la Wujing, che si occupa della sicurezza interna. Negli anni del potere, Zhou aveva accumulato immense fortune. Secondo alcune stime non ufficiali del marzo scorso, le forze dell’ordine hanno sequestrato beni per novanta miliardi di yuan, circa 10,8 miliardi di euro, a trecento tra alleati politici, amici personali e familiari di Zhou, oltre a trecento tra ville e appartamenti di lusso e diversi oggetti preziosi, tra cui dipinti antichi e auto di lusso. (AGI) .