Credit Suisse, l’Italia verso un nuovo Rinascimento
Roberta Castellarin per MF
Credit Suisse rinnova la fiducia sulla borsa italiana. Nel Report: “Recovery and Reforms: A new Italian Renaissance?” gli economisti del colosso elvetico sottolineano che ormai si vedono i primi segni di ripresa e ritengono che le prospettive per il 2015 siano oggettivamente brillanti. Tra stabilizzazione politica, riforme che proseguono, svalutazione del cambio e basso costo dell’energia ci sono tutti gli elementi per una forte ripresa.
In particolare gli esperti di Credit Suisse si aspettano una crescita del pil per il 2015 dello 0,7%, dopo l’arretramento dello 0,4% del 2014 e la caduta dell’1,9% del 2013. “Il miglioramento dei dati deriva dagli stessi fattori che stanno beneficiando l’intera area euro: la caduta del prezzo del petrolio, la politica monetaria espansiva, e un allentamento dell’austerity”, si legge nel Report.
Ma aggiungono gli esperti che esistono anche fattori specifici legati solo all’economia italiana, come l’implementazione delle riforme strutturali e una stabilizzazione della politica. Inoltre l’Expo che attirerà 20 milioni di visitatori in Italia potrà contribuire a due decimi di pil per quest’anno.
Per quanto riguarda i consumi e il sentiment i miglioramenti che si sono registrati dimostrano che si è arrivati a un’inversione di trend, come hanno dimostrato i dati sulle vendite di auto, sui mutui e sui consumi retail.
Non va poi sottovalutato l’effetto del quantative easing che insieme al rigore nella politica dei conti pubblici attuato dal governo Monti in poi fa sì che la situazione dei conti pubblici italiani sia migliorata significativamente. In particolare gli economisti specificano che le riforme strutturali attuate creano le condizioni affinché il rapporto debito/pil sia destinato a scendere nei prossimi anni.
In particolare, “se il costo medio del funding si attesta attorno all’1% nei prossimi anni , L’Italia avrà un onere per interessi solo dell’1-2% del pil nel 2020, contro il 5% attuale e questo vuol dire che 3 punti di pil potranno essere disponibili per ridurre lo stock di debito oppure per fare manovre espansive, attraverso maggiori investimenti pubblici o una riduzione delle tasse”, si legge nel report.
Credit Suisse ricorda anche che il Governo ha approvato delle misure volte ad aiutare le pmi a finanziarsi, ma anche per far ripartire gli investimenti infrastrutturali. I primi risultati sono incoraggianti. Nei primi mesi dell’anno i flussi di finanziamento alle pmi grazie alla legge Sabatini sono cresciuti di 2 miliardi e 26 nuove imprese hanno raccolto 1 miliardo con l’emissione di bond.
Per gli esperti infine inizia a essere visibile un miglioramento sulle misure chiave di competitività, ma la strada è ancora lunga e l’Italia è ancora indietro rispetto ad altri Paesi dell’Eurozona. Roma deve quindi concentrarsi sulla piena attuazione del suo pacchetto di riforme e poi sull’economia. Nel breve gli sforzi “chiave” da fare, secondo Credit Suisse, sono nell’istruzione, nella lotta alla corruzione, nelle nuove tecnologie e “nella complessiva sinergia di intenti tra settore pubblico e privato”