Con Tosi Verona è inespugnabile «Il sindaco 12 punti avanti a Zaia»
da Corriere del Veneto
Verona è Tosi-land. Nella sua roccaforte, il sindaco ora in pista come candidato governatore della Regione Veneto sta davanti di oltre dieci punti a Luca Zaia e di quindici rispetto ad Alessandra Moretti del Pd. Questo dice un sondaggio realizzato tra il 18 e il 21 marzo dall’istituto Winpoll su un campione ponderato di mille persone tra i residenti nella provincia scaligera.
La guerra dei numeri Due giorni fa, dal Vinitaly, il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini aveva ostentato sicurezza. «Ho visto gli ultimi sondaggi, Zaia vince contro tutti ed ha un vantaggio in doppia cifra», insomma di almeno dieci punti, diceva Salvini, cui ovviamente interessa il Veneto nel suo complesso. Ma a Verona la situazione appare diversa, almeno a considerare i numeri della rivelazione che filtra ora dal campo tosiano. Flavio Tosi, tra comune capoluogo e provincia, è nettamente in testa, con quasi il 40 per cento dei voti. Stacca di oltre dieci lunghezze il governatore uscente, candidato a un secondo mandato, appoggiato dalla Lega Nord (mentre non è ancora definito l’accordo con Forza Italia), che si ferma al 28,5 per cento. Non si avvantaggia della spaccatura nel centrodestra la Moretti, che rimane terza al 23,5 per cento. Infine, Jacopo Berti, del Movimento Cinque Stelle, che si attesta su un magro 8 per cento.
Effetto Tosi Quello su Tosi da parte della sua gente è un voto di fiducia alla persona, non un voto contro Zaia. Lo testimoniano i giudizi all’operato del governatore leghista, per quasi il 60 per cento giudicati positivi dagli intervistati. D’altra parte, in un sondaggio (sempre di Winpoll) dello scorso dicembre, quando ancora era imprevedibile la rottura con Tosi, Zaia veniva accreditato di oltre il 50 per cento dei voti a Verona e provincia, con Moretti appena sotto il 30 e i 5 Stelle attorno al 15. Ma con Tosi in campo tutto cambia. Il sindaco di Verona si dimostra capace di pescare consenso in modo assolutamente trasversale: dalla Lega Nord, in primis (il 33 per cento degli elettori del Carroccio alle scorse europee), dal Movimento Cinque Stelle (31,5 per cento), da Forza Italia (28,3), dai centristi di Ncd e Udc (35,7), ma anche in buona misura dal Pd (20,1) e dalla lista Tsipras (10,7). Zaia, invece, pesca in un elettorato più caratterizzato a destra (lo votano il 54 per cento dei leghisti e il 50 per cento dei forzisti), mentre, a votare Moretti, sono il 53 per cento degli elettori del Pd, il 35 per cento di quelli di Tsipras e pochi altri.
Tosi primo partito I voti a Tosi arrivano in particolare attraverso la lista civica che porta il nome, che a Verona e provincia diventerebbe primo partito con il 33,5 per cento. Scaverebbe un abisso sulla seconda forza, un Pd al 15 per cento. Terzo gradino del podio per un’altra civica, quella di Zaia: 13, 5 per cento che, a Verona, starebbe davanti alla stessa Lega Nord (12,4). La lista della Moretti (8,60 per cento) vale in sostanza i Cinque Stelle (8,2), mentre sono ridotti a percentuali risibili gli altri partiti tradizionali: Forza Italia al 3,4 per cento, Udc all’1,15, Fratelli d’Italia e Sel allo 0,76, Ncd (di cui tanto si parla per la possibile alleanza con Tosi) a un misero 0,38 per cento. Incognita fuori Verona Se nella sua Verona Tosi spadroneggia, la vera domanda ora è un’altra: quanti voti riuscirà a prendere nel resto del Veneto? Delle 83.171 preferenze conquistate alle Europee, oltre la metà (42.865) il sindaco di Verona le ha conquistate nella sua provincia. «Non c’è mondo fuori dalla mura di Verona», diceva Shakespeare. Ma Tosi, se vuole avere delle chance, ora deve smentire il Bardo.