QUIRINALE: RENZI PREME ALFANO PER MATTARELLA. CAOS IN FI E NCD

ANSA

2015/01/img_4980.jpg”>02-convergenza mattarella.EPS

Al via nell’Aula della Camera la seconda votazione per eleggere il presidente della Repubblica. Il quorum richiesto per le prime tre votazioni è di 673 voti. Ove, come prevedibile, non venga raggiunto, ci sarà una nuova votazione domani, quando il quorum si abbasserà a 505.

La votazione è segreta e per schede. La chiama inizia dai senatori, cui seguiranno i deputati ed i delegati regionali. Ciascun grande elettore, chiamato da un deputato segretario, riceve una scheda e la matita dal commesso, entra in una delle cabine allestite tra il banco della presidenza e quello del governo, e dopo aver espresso il voto la deposita in una delle tre urne. Lo spoglio sara’ pubblico alla fine della votazione.

Nuova fumata nera per l’elezione del presidente della Repubblica: al secondo scrutinio con la maggioranza dei 2/3 le schede bianche sono state 531, crescono a 143 i voti dispersi mentre Fernando Imposimato, candidato M5S, ha ricevuto 123 preferenze.

Ma, in vista della quarta votazione, cresce la tensione in Fi e Ncd dopo lo “strappo” su Sergio Mattarella gli azzurri sono orientati ad uscire dall’aula mentre Ncd sarebbe spaccato tra chi spinge per scegliere il candidato Pd e chi vuole tenere l’asse con Silvio Berlusconi.

Il Pd non rinuncia ad allargare il consenso sul giudice costituzionale e lavora sia su Fi sia su Ncd per convincerli a ripensare la decisione. l sottosegretario Luca Lotti risponde a brutto muso al pasdaran azzurro Renato Brunetta, per il quale Matteo Renzi, dopo aver “rotto il patto” con il Cav, “non ha più la maggioranza e quindi andrà alle elezioni anticipate”.

Ma, più che le minacce, nel Pd sono al lavoro i pontieri: il ministro Maria Elena Boschi parla a lungo, per ora senza successo, con Maurizio Sacconi per far cambiare idea a Ncd.

“Mi auguro ci sia la possibilità di ricucire i rapporti, c’è tanto lavoro da fare”, ammette il ministro renziano. Ma per la mattinata, i tentativi di mediazione sono andati a vuoto.

Acque agitate dentro Fi dove in molti vorrebbero rimettere in discussione la decisione di Berlusconi di andare domani sulla scheda bianca. Gli azzurri, in una serie di riunioni, hanno valutato seriamente l’opzione di non votare proprio, opzione che il vicesegretario dem Lorenzo Guerini giudica una “scelta sbagliata”, sperando in un ripensamento su Mattarella.

Le mosse di Fi agitano anche Ncd. “Noi domani voteremo scheda bianca ma nell’incontro con Fi parleremo anche di questo”, sostiene il capogruppo Ncd Nunzia De Girolamo. Il partito di Angelino Alfano è diviso al suo interno: alcuni, tra i quali il ministro Beatrice Lorenzin e l’ala siciliana del partito, vogliono sostenere Mattarella e l’alleanza con Matteo Renzi. Mentre un’altra area, che comprende il ministro Maurizio Lupi, insiste per fare asse con Forza Italia e seguire le scelte che faranno domani gli azzurri. Tensioni che inevitabilmente si intrecciano sul futuro delle riforme. Ma il Pd garantisce che il governo andrà comunque avanti. “Chi si sfila” dal percorso delle riforme, sostiene Guerini, “dovrà farlo di fronte al Paese. Ci siamo assunti tutti una responsabilità, le riforme devono andare avanti”.

Ecco i risultati della seconda votazione:

Presenti e votanti: 953
Maggioranza: 673
Imposimato, 123
Feltri, 51
Castellina, 34
Bonino, 23
Rodotà, 22
Sabelli, 14
Gualdani, 10
Pagano, 7
Versace, 6
Prodi, 5
Severino, 5
Mattarella, 4
Razzi, 4
Sangalli, 4
Greggio, 3
Guerra, 3
Messina, 3
Barani, 3
Bersani, 2
Cimmino, 2
Finocchiaro, 2
Frattini, 2
Marinetti, 2
Scognamiglio, 2
Voti dispersi, 143
Schede bianche, 531
Schede nulle, 26