L’ANALISI – Quirinale, le strategie divergenti di Renzi e Berlusconi


di Paolo Biondi per Reuters

Matteo Renzi ha deciso la sua strada: un candidato per il Quirinale in grado di tenere unito il Pd e di raccogliere voti a destra e sinistra del Pd puntando sulla chiarezza della candidatura e su una personalità di specchiato rigore.

La decisione con la quale ha motivato la scelta della candidatura ai grandi lettori del Pd ha stupito tutti. Renzi ha detto che non ci saranno altri candidati del Pd dopo Sergio Mattarella e che non è il momento di nessun “giochino” per bruciare questo e quello per arrivare a soluzioni diverse.

Su questa linea ha raccolto consenso in tutto il Pd. Il leader della minoranza interna, l’ex segretario Pier Luigi Bersani, parla già di un Mattarella presidente dicendo che ci farà respirare “sobrietà e democrazia” e che sul suo nome tutto il Pd metterà “serietà e lealtà che l’altra volta non ci sono state”.

La nettezza della posizione di Renzi ha spiazzato soprattutto Silvio Berlusconi e Angelino Alfano che sul Quirinale ha stretto nuovamente con l’ex partito.

Berlusconi ha detto no a Mattarella, ma soprattutto al fatto che il nome non sia stato precedentemente concordato con lui. Debora Bergamini in Transatlantico spiega che Forza Italia “non condivide soprattutto il metodo con il quale si è giunti alla candidatura e quindi dice no in maniera netta a Mattarella”.

Decidendo la scheda bianca anche alla quarta, l’ex Cavaliere dà una sorta di lasciapassare a Mattarella, come fece con Giorgio Napolitano nel 2006 quando votò scheda bianca, chiedendo a Renzi di dimostrare di avere la forza che si attribuisce.

I centristi, che hanno annunciato appoggio a Mattarella, sottolineano come a essere a disagio in questo momento sono soprattutto tanti dentro Forza Italia, nell’Udc e nell’Ncd.

Raffaele Fitto (oppositore interno di Berlusconi) finora si è schermito dicendo che “non voto, in quanto eurodeputato, quindi non devo dire cosa farò”. Ma alcuni dei suoi ricordano come su Mattarella si era espresso a favore nei giorni passati.

Ci potranno essere franchi tiratori pro Mattarella nel centrodestra? Bruno Tabacci dice che “non esistono franchi tiratori perché il voto è segreto”, ma lascia intendere che se voti in difformità dalle indicazioni dei partiti ci potranno essere, potrebbero essere soprattutto nel centrodestra.

Renzi dunque ancora una volta ha mostrato il suo decisionismo in una scelta politica importante. Riuscirà a raggiungere l’obbiettivo? In queste ore ha raccolto molti consensi e disorientato Berlusconi che si trova preso in contropiede.

La scelta di Renzi avrà conseguenze anche sul governo e la maggioranza? Nunzia De Girolamo (Ncd) dice di no. Vedremo.