Grecia, per Merrill Lynch ora l’Ue deve fare la faccia feroce con Atene

Adnkronos

Ora l’Unione Europea ha la necessità di fare la faccia feroce con la Grecia. Lo sostengono gli analisti di Bofa-Merrill Lynch, in un report dedicato al risultato delle elezioni in Grecia. Il ragionamento degli analisti è tutto politico: se il leader di Syriza Alexis Tsipras “riuscirà ad ottenere concessioni significative dalla Troika, allora ciò aumenterà la capacità di partiti di sinistra simili di ottenere sostegno (tutti gli occhi sono ora sulla Spagna, con Podemos che sembra forte, guardando alle elezioni politiche di fine anno)”.

Inoltre, continuano gli analisti di Merrill Lynch, “i governi più moderati di centrosinistra di Italia e Francia potrebbero allora decidere di intraprendere una via di rilassamento fiscale e di stop alle riforme strutturali, offrendo un pacchetto di politiche alternative a quello ispirato dalla Germania, che finora ha dominato l’aggiustamento fiscale in Europa”.

Insomma, in gioco c’è l’egemonia tedesca nella gestione della crisi nel Vecchio Continente. “Pertanto – ragionano gli analisti – contare sul tacito supporto della Germania al Quantitative Easing (la Merkel ha rifiutato di criticarlo, malgrado la stampa tedesca sia livida) per una seconda tornata potrebbe non essere possibile. Questa è la ragione per cui gli europei probabilmente faranno la faccia feroce (talk tough, ndr) nei confronti della Grecia nei prossimi mesi, lasciando la porta aperta a qualche compromesso”.

“Persino i governi periferici – prevedono gli analisti di Bofa-Merrill Lynch – saranno su questa linea: per esempio, il governo spagnolo avrà interesse a dimostrare che l’approccio di sinistra all’aggiustamento dei conti non può funzionare. Tutto questo provocherà volatilità, se non altro perché gli europei hanno i loro fautori della linea dura da convincere”.

In ogni caso secondo gli analisti ora che la Bce, attraverso il Quantitative Easing, “assorbirà quasi il doppio delle emissioni nette di titoli di Stato nell’area dell’euro, sarà estremamente difficile vedere qualche contagio” nell’Eurozona derivante dalla situazione in Grecia.

Per la banca d’affari, “oltre al mercato obbligazionario, gli effetti di spostamento del portafoglio, che hanno supportato i mercati azionari una volta che gli investitori hanno iniziato a prezzare aggressivamente il Qe, non sono messi a rischio dagli sviluppi politici in Grecia”.

Comunque, proseguono gli analisti di Merrill, “restiamo ottimisti per il 2016. Infatti Berlino e la Bce hanno già accettato un percorso molto più lento per l’austerità nell’area dell’euro. Se la deviazione dal paradigma della disciplina non sarà troppo palese e se non ci saranno forti concessioni a Tsipras, l’area dell’euro dovrebbe riuscire a organizzarsi e a lanciare un Qe2, in caso di bisogno. Ma, come al solito in Europa, questo non accadrà senza generare un bel po’ di baccano”.

Secondo gli analisti, “il giuramento di Ippocrate ‘Primo, non fare danni’ dovrebbe essere in cima ai pensieri dei decisori politici. Una qualche forma di allentamento fiscale (investimenti pubblici, tagli fiscali che sostengano la creazione di posti di lavoro) darebbe benzina alla crescita potenziale, al contrario dell’assunzione di legioni di pubblici dipendenti”.

E comunque, concludono gli analisti di Merrill Lynch, “visto che i partiti di centrodestra e di centrosinistra in tutta Europa saranno probabilmente trascinati dall’ondata anti austerità, questo è ciò che farà la differenza tra loro e altri concorrenti, meno ‘mainstream'”.