Via al Forum di Davos, oggi arriva Renzi “leader cambiamento”
Agi
Sara’ il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi a dare il la’ domani al Forum di Davos, la kermesse annuale sulle nevi svizzere dove per per cinque giorni si riunira’ il gotha della politica e della finanza globale. “New global context” e’ il titolo di questa 45esima edizione del Wef, dal 21 al 25 gennaio, che quest’anno ha registrato un boom di presenze, 2500 partecipanti in rappresentanza di 140 paesi, insieme per affrontare le 10 principali sfide mondiali: ambiente e risorse idriche; occupazione e capitale umano; parita’ di genere; investimenti a lungo-termine; infrastrutture e sviluppo; sicurezza alimentare e agricoltura; commercio internazionale; futuro di internet; crimine mondiale e anti-corruzione; inclusione sociale; infine futuro dei sistemi finanziari. Renzi arrivera’ oggi nel resort dei Grigioni e domani, intervistato dal fondatore del Forum, Klaus Schwab, parlera’ della “Trasformational Leadership”, leadership della trasformazione, del cambiamento appunto secondo un consueto linguaggio ‘davosiano’ evocativo nonche’ complesso. In sintesi Renzi spieghera’ come un leader dovrebbe trasformare il suo paese per farlo entrare a pieno titolo nel contesto globale.
Poi nel pomeriggio Renzi incontrera’ il presidente del Coni, Giovanni Malago’, e il presidente del Cio, Thomas Bach, per fare il punto della situazione sulla candidatura di Roma ai Giochi olimpici del 2024. In assenza di Mario Draghi, l’italiano eccellente di Davos che quest’anno non sara’ presente al Forum perche’ impegnato a Francoforte sul ‘Quantitave easing’ , saranno comunque molti i leader del Belpaese presenti. Ci saranno il ministro delle Finanze Pietro Carlo Padoan e il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, insieme a star dello spettacolo, come il tenore Andrea Bocelli che gia’ questa sera aprira’ il Forum con un concerto insieme all’Orchestra Sinfonica Rossini di Pesaro. Lunga e’ la serie di top manager presenti a Davos, il presidente e l’amministratore delegato di Eni, Emma Marcegaglia e Claudio Descalzi, l’ad di Enel Francesco Starace, il numero uno di Generali Mario Greco e di Intesa San Paolo Carlo Messina, il presidente di Telecom Giuseppe Recchi e l’ad di Unicredit Federico Ghizzoni. Tra le presenze internazionali l’Alto rappresentante della politica estera Ue Federica Mogherini, il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, il segretario generale dell’Ocse Anguel Gurria. Nel ‘brainstorming’ collettivo sull’andamento dell’economia mondiale, l’ambiente, il crollo dei prezzi del petrolio, sara quest’anno l’ombra dei terrorismo e dei confitti mondiali ad aleggiare come un fantasma. Il presidente ucraino, Pedro Poroschenko, puntera’ i riflettori sulla crisi con la Russia e sul problema del fabbisogno energetico. La presenza di Francois Hollande a modo suo manterra’ calda l’emozione per la strage al Charlie Hebdo e per una Francia che vive l’incubo di un permanente agguato. Oltre a Renzi e a Hollande ci saranno Angela Merkel e il primo ministro cinese Li Keqiang. Il tutto in una cittadina montana completamente blindata con circa 3000 poliziotti svizzeri che invaderanno le stradine innevate e che si apposteranno sui tetti per proteggere l’area.
Nell’ultimo survey reso noto dal Wef d’altronde i rischi geopolitici e in particolare i conflitti tra gli Stati sono la prima minaccia globale, con la crisi economica solo al quarto posto e la disoccupazione al quinto.
Ma Davos non vuole dimenticare le sue tematiche storiche, come quelle della poverta. Un rapporto dell’Oxfam pubblicato per il Forum ha sottolineato come entro il 2016 i supericchi del mondo, i cosiddetti ‘happy few’ pari all’1% della popolazione, saranno piu’ ricchi del complessivo 99%.
Nonostante la crisi infatti i ‘nababbi’ mondiali hanno aumentato il totale dei loro patrimoni del 48%, contro il 44% del 2009. Una esplosione di disuguaglianza che non manchera’ sul tavolo gia’ affollato dei leader di Davos. (AGI) .